Giove-Plutone: fine del ciclo in Capricorno (12 novembre)

Questa settimana è estremamente importante dal punto di vista astrologico. Prima di tutto Marte, termina  la retrogradazione (13 novembre). E’ praticamente l’ultimo pianeta di una lunga serie a tornare diretto, ponendo fine al massiccio blocco di varie situazioni intensificatosi da settembre. Il numero insolitamente alto di pianeti simultaneamente in retrogradazione da metà primavera a oggi, indica stagnazione e frustrazione, l’impossibilità di trovare una soluzione ai problemi, esasperazione pronta a implodere in rabbia distruttiva e fine a se stessa, fattori che hanno reso evidente che il nostro sistema è in disgregazione e bisognoso di nuovi contenuti per rigenerarsi. Pensiamo alle notizie susseguitesi negli ultimi mesi. Siamo scivolati nella seconda ondata sentendoci di nuovo inefficaci e abbiamo assistito a così tante e diverse proteste, conflitti, attentati, fatti di sangue, turbolenze da non riuscire più nemmeno a asociare un volto a ogni episodio.
Tuttavia, l’evento astrologico più significativo è la terza e ultima congiunzione Giove-Plutone a 22° di Capricorno (12 novembre), che coinvolge anche Saturno e rappresenta il contatto finale tra i tre pianeti in Capricorno, che tanto hanno segnato questo difficile e stranissimo anno. Analizziamo il loro ciclo e le correlazioni tra i loro movimenti e gli eventi degli ultimi mesi.
La prima congiunzione Saturno-Plutone in Capricorno è avvenuta il 12 gennaio 2020, poco prima della notizia dell’epidemia di Covid-19, che ha portato enormi cambiamenti nella vita lavorativa, nell’economia e nella vita sociale a livello globale. Limitazioni, distanziamento, responsabilità, isolamento, autorità, vecchiaia sono attributi tipici di Saturno e sono stati il leitmotiv di questi ultimi mesi in ogni notizia, provvedimento, discussione, praticamente  in ogni ambito.
Il primo contatto Giove-Plutone è avvenuto il 5 aprile, quando la prima ondata di Covid-19 ha toccato il picco in molti paesi europei. Il 30 giugno, quando questi pianeti si sono incontrati di nuovo in moto retrogrado, abbiamo visto l’epidemia raggiungere l’apice anche in altre parti del mondo.
Ora, in corrispondenza dell’attuale congiunzione Giove-Plutone del 12 novembre, da un lato potrebbero aumentare i numeri del contagio ed essere introdotte a brevissimo ulteriori restrizioni simili al lockdown di marzo-aprile, dall’altro la possibilità di un vaccino pare si stia effettivamente concretizzando, sebbene occorra altro tempo per terminare la necessaria sperimentazione e per organizzare le fasi di produzione e distribuzione. Inoltre, potrebbero arrivare nuovi aiuti economici o essere immessa ulteriore liquidità (con relativo aumento del debito), com’è successo a cavallo delle 2 precedenti congiunzioni di aprile e luglio.
I cicli Giove-Plutone indicano una trasformazione del sistema di credenze alla base della struttura sociale. Osservando le cose da una prospettiva più ampia, è evidente che l’emergenza della pandemia sta mostrando le falle del sistema delle società occidentali, accelerando una metamorfosi (Plutone) della nostra società negli ambiti legati al Capricorno (banche, finanza, governo) e in quelli governati da Giove (istituzioni religiose, istruzione superiore, viaggi, affari internazionali e questioni legate alla fede). Dal dopoguerra, mai come nel corso del 2020, abbiamo affrontato così tanti eventi dolorosi e traumatici simultaneamente e globalmente. Mentre i 3 pianeti lentamente durante tutto l’anno percorrevano il segno del Capricorno, abbiamo affrontato le nostre ansie, paure, la nostra vulnerabilità. Molto di ciò che davamo per scontato si è rivelato precario, in noi stessi e nella società. Sono uscite allo scoperto lotte di potere, corruzione, ingiustizie sociali, guerre e in molti hanno preso posizione. Ognuno di noi si sta confrontando con la paura della solitudine, della morte, della malattia, della povertà emergente (tutti temi simbolicamente legati a Saturno). In questo momento tutto pare avere perso di compattezza. Ci mancano le vecchie sicurezze, ci manca soprattutto un abbraccio, siamo diventati isole che fluttuano nella frammentarietà, nell’incertezza. Come ripartire e, soprattutto, quando sarà possibile farlo? Ci attende ancora l’ultimo atto della storia per chiudere questo ciclo, la 
congiunzione Giove-Saturno. Avverrà il 21 dicembre, giorno del solstizio invernale, non più in Capricorno, bensì a 0° di Acquario. Intanto, rimossa la stagnazione dei pianeti retrogradi, come umanità abbiamo ripreso il cammino verso la Grande Mutazione, il passaggio da un elemento materiale a uno immateriale. I 2 pianeti infatti usciranno dall’elemento Terra dopo un ciclo di 200 anni e da ora in poi per i prossimi 2 secoli, si congiungeranno ogni 20 anni in segni dell’elemento Aria. E’ un cambiamento epocale che porterà nuovi contenuti per iniziare a creare un futuro diverso.
Per saperne di più, leggi: http://www.poeticastrology.com/2020/09/14/cenni-sul-prossimo-ingresso-di-pianeti-in-acquario.

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Il duca e lo zodiaco: il più bel calendario della storia

Siamo in Francia agli inizi del XV secolo, alla corte di Jean de Valois, duca di Berry, figlio, fratello e zio dei re d’oltralpe, il più raffinato e colto mecenate francese. Amante dell’arte e del sapere della sua epoca, colleziona oggetti  rari e preziosi e si circonda di mercanti d’arte, astrologhi, scienziati, orafi e pittori.
Il duca ha una passione per i manoscritti miniati e commissiona ai più celebri artisti del tempo, i fratelli Limbourg, quello che ancor oggi è definito il più bel calendario della storia, il libro d’ore “Les très Riches Heures du Duc de Berry” (1412-1416). Si tratta di un volume devozionale molto particolare, con un forte legame a riferimenti astrologici e corredato da illustrazioni di una bellezza fiabesca, nate dalla mano dei 3 miniaturisti fiamminghi in uno dei periodi più tormentati della storia francese. Le raffinate pagine del manoscritto contengono 130 immagini, considerate il vertice della miniatura europea a cavallo tra Gotico e Rinascimento. L’opera rimase interrotta a causa della morte dei Limbourg e del duca stesso e fu completata solo settant’anni più tardi.
Genere molto diffuso in quel periodo, il libro d’ore era la raccolta delle preghiere liturgiche quotidiane per i diversi periodi dell’anno e si componeva di due parti, salterio e calendario. Il calendario de “Les très riches heures” contiene l’ineguagliata serie dei mesi, definita da Umberto Eco “un documento cinematografico, una macchina visiva che ci racconta la vita di un’epoca. Nessun film potrà mai eguagliare la fedeltà, il fulgore, la toccante bellezza di questa ricostruzione”. Colori vibranti, inventiva e acuto spirito di osservazione rendono la suggestione di queste miniature immediata e coinvolgente: l’osservatore si sente attirato in un mondo che sembra incantato.
Ma c’è più della sola bellezza a dar anima a quell’incanto. Nelle scene dei mesi, la vita terrena pulsa in sincrono con quella del cosmo e la loro correlazione è enfatizzata dalla grande precisione dei dettagli astronomici riguardanti la lunghezza dei giorni, la traiettoria del sole in rapporto alle costellazioni dello zodiaco e le fasi lunari. Come spiega Pietro Citati, “il calendario, che apre il libro, lega l’attività dell’uomo (e i suoi temperamenti) a tutto ciò che accade nel cielo. Nulla e nessuno di noi può sfuggire allo Zodiaco. Come a indicarne il potere, il piano celeste si insinua nelle pitture della vita terrena”. Tutto lascia ipotizzare che, per la composizione di un libro così straordinario e accurato, il duca ricorse al consiglio di una cerchia di dotti, tra cui astrologi/astronomi (all’epoca si trattava di una sola figura professionale).
Ogni mese del calendario consta di due pagine a fronte. A destra troviamo l’elenco dei giorni coi nomi dei santi (scelti a seconda della devozione personale del committente), le festività liturgiche, colonne con la lunghezza dei giorni e il numero aureo (indica i 19 anni del ciclo metonico) delle fasi lunari. A sinistra primeggia la raffigurazione del mese. Questa è sovrastata da una lunetta blu, al cui centro è visibile il carro del sole, con semicerchi concentrici in cui spiccano le fasi lunari e i segni dello zodiaco, elementi tipici dei calendari agricoli. Il ritmo del tempo è scandito, anziché dai mesi, dai segni dello zodiaco (possiamo notare che ogni scena corrisponde al passaggio a un nuovo segno, che avviene tra il 20° e il 23° giorno, anziché il 1° del mese). Sotto questa volta celeste intessuta di misurazioni astronomiche, irrompe la narrazione visiva del mese: sullo sfondo di una natura incontaminata, di luminosi paesaggi e sontuosi palazzi, il tempo scorre davanti ai nostri occhi ed è il moto degli astri a regolare la vita umana e quella della natura, le stagioni, gli svaghi cortesi e i lavori contadini, il continuo mutare del paesaggio rurale. “Les très riches heures” è un libro d’ore particolare proprio per il suo complesso, o ricco, rapporto con il tempo. Esperienze diverse del tempo, sacro e profano, si affiancano l’una all’altra: il tempo degli svaghi e quello del lavoro, il tempo astronomico e quello stagionale, il tempo dei rituali di corte e quello della preghiera.
L’immagine posta al termine del calendario sottolinea ulteriormente, anche se in modo diverso, il legame del manoscritto con l’astrologia e la singolarità dell’opera. Si tratta infatti di una miniatura insolita nel contesto dei libri devozionali e dei calendari, connessa piuttosto con la tradizione della melothesia, la medicina astrologica. E’ la raffigurazione dell’Uomo anatomico o Uomo zodiacale, in cui il corpo umano, circondato dai segni zodiacali, evoca la connessione tra lo zodiaco e le varie parti del corpo. Agli angoli, alcune annotazioni collegano i segni zodiacali a qualità primarie, secondarie e temperamenti, secondo le concezioni mediche del tempo. Questa raffinata immagine ancora una volta pone l’enfasi sulla connessione dell’uomo, così come della natura natura, con il cosmo. Ciò che permea l’opera, scrive Citati, è “la luce dello zodiaco. Se lassù ruotano il sole, la luna, gli astri e le fantastiche costellazioni e il loro influsso giunge fino ai nostri corpi e ai nostri temperamenti, il compito di un miniaturista, pensavano i Limbourg, era di coglierne i riflessi nel minimo, nell’infinitesimo, in ciò che si sottrae allo sguardo”.

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Il calendario: gli astri e l’intuizione del tempo

Il calendario è uno strumento speciale, che assolve una singolare funzione: rendere visibile il tempo. Rappresenta un sistema di suddivisione e misurazione del tempo basato sulla correlazione tra cielo e Terra, oltre che uno dei più antichi e artefatti grafici della storia sin dalle civiltà remote, di cui rivela le profonde conoscenze astronomico-astrologiche. I corpi celesti – il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle – da epoche remotissime hanno infatti fornito un riferimento per misurare lo scorrere del tempo nel corso della nostra esistenza. Le antiche civiltà facevano affidamento sull’apparente movimento di questi corpi celesti, in particolare Sole e Luna, per determinare stagioni, mesi e anni.
Abbiamo poche informazioni su come avvenisse la misurazione del tempo durante l’età preistorica, tuttavia alcuni manufatti dimostrano che in ogni cultura, in vario modo, ci si occupava di misurare e registrare il passare del tempo osservando il cielo. Nella preistoria si intagliavano pietre, ossa e bastoncini per registrare i giorni tra le fasi lunari. 
Non ci sono pervenute testimonianze scritte su Stonehenge o altri siti preistorici, tuttavia i loro allineamenti mostrano che potevano servire anche per determinare o celebrare eventi stagionali o celesti, come eclissi lunari, solstizi, equinozi. Verso la fine del V secolo a.C., i Babilonesi crearono il primo sistema convenzionale noto di coordinate celesti, dividendo l’eclittica in 12 segni di uguale ampiezza (30° di longitudine celeste) corrispondenti ciascuno ad un mese di 30 giorni. Misurando nello spazio, tramite i segni zodiacali, il ciclo delle stagioni e dei giorni, il moto degli astri, diviene evidente lo speciale rapporto che lega la Terra al Sole e alla Luna (e ai loro cicli).
Il calendario è un oggetto sia scientifico che culturale, legato alle credenze religiose e alle osservazioni astronomiche e con diverse applicazioni. Niccolò Tommaseo, nel suo Dizionario, sottolinea la distinzione tra “lunario” (per uso civile) e “calendario” (per uso liturgico). Attraverso questo strumento si cerca, infatti, di controllare il tempo e le sue espressioni al fine di organizzare la vita umana: tempo della natura e tempo del lavoro, tempo cosmico e tempo umano, tempo sociale e tempo individuale.
La storia dell’evoluzione del calendario nei secoli è estremamente articolata. Poco prima dell’avvento della stampa, i manoscritti più diffusi e popolari erano i libri delle ore, libri-calendari per uso devozionale, il cui capolavoro è “Les très Riches Heures du Duc de Berry, di cui vi racconterò nel prossimo articolo.

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Cenni sul prossimo ingresso di pianeti in Acquario

Uno degli ambiti di ricerca astrologica che trovo più appassionante è quello dell’astrologia mondana, quel ramo dell’astrologia che, come spiega Nicholas Campion, “si occupa della società, o del mondo nel suo complesso […], di analizzare tendenze politiche di breve termine e gettare luce sulla natura di cicli storici di lungo termine”. L’astrologia mondana considera gli eventi collettivi come parte di un contesto più grande, quello dei cicli storici, cercando la connessione e il significato delle vicende umane. Ogni periodo possiede infatti una sua qualità intrinseca, che viene riflessa dalla posizione dei pianeti, in particolare quelli lenti (Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone), e dai loro cicli. L’allineamento tra pianeti esterni e il loro ingresso in un segno spesso indicano punti di svolta, cambiamenti storici, politici e sociali importanti. Analizzare i cicli planetari consente di individuare interessanti parallelismi tra passato e presente e comprendere le tendenze dei periodi.
Il 2021 sarà caratterizzato dal segno dell’Acquario. A dicembre Giove uscirà dal segno del Capricorno ed entrerà in Acquario, l’altro segno governato da Saturno, ma più neutrale per Giove (il Capricorno, in cui si è trovato per tutto il 2020, è il suo segno di caduta). Questo potrebbe corrispondere a un parziale alleggerimento del clima generale, all’analisi obiettiva delle paure emerse negli ultimi mesi e portarci a muovere verso il futuro con maggiore slancio e maggiore focus. Tuttavia, così come il 2020 è l’anno della rottura delle istituzioni, convenzioni e abitudini radicate, è possibile che nel 2021 continuino disordini e rovesci, capaci di produrre ostacoli (e opportunità) imprevisti, in un aperto ed intenso conflitto tra vecchio e nuovo, autorità e democrazia, privilegi ed equità, limitazioni e libertà. Saturno, infatti, il prossimo anno formerà una serie di quadrati con Urano. Il quadrato è un aspetto di tensione. Saturno rappresenta l’estabilishment, mentre Urano è il pianeta degli imprevisti, dell’instabilità, della rottura con lo status quo, del progresso. Con la simultanea presenza di due pianeti importanti come Giove e Saturno in Acquario, a cui seguirà nel 2023 l’ingresso di Plutone, nei prossimi anni progresso scientifico, viaggi e progetti spaziali e tutta l’industria tecnologica riceveranno un grande impulso, così come l’ambito dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, i social media, i mondi virtuali, l’acquisizione digitale dei nostri dati personali, il tracciamento (e il controllo) totale dell’esistenza. Quest’epoca viene già definita “datacrazia” o “tecnocrazia”. Il pericolo – da non sottovalutare – è che questa corsa all’innovazione in qualche modo sfugga di mano e ponga l’umanità di fronte a sfide difficili da gestire. Occorrerà molta consapevolezza da parte di ognuno di noi.
La Grande Congiunzione tra Giove e Saturno, che avverrà il 21 dicembre 2020, nell’interpretazione astrologica tradizionale rappresenta una nuova era. L’astrologia classica associa la congiunzione di questi 2 pianeti (che si ripete ogni 20 anni) a passaggi importanti della storia e alla nascita o scomparsa di imperi. Quella di dicembre è considerata particolarmente importante, poiché coincide anche con la cosiddetta Grande Mutazione. Studiando questo ciclo planetario, ho verificato che la precedente congiunzione di Giove e Saturno nel segno dell’Acquario risale al 1405 e coincise con l’inizio delle spedizioni navali volute dalla dinastia Ming per affermare la supremazia marittima, politica e commerciale dell’impero cinese nell’area dell’Oceano Indiano fino alle coste dell’Africa. Attualmente stiamo assistendo al risorgere delle ambizioni cinesi di egemonia politica e commerciale a livello globale, al rafforzamento della sua presenza nel continente africano e, in vario modo, in altre aree del pianeta.

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L’educazione cosmica di Maria Montessori

Un cratere sul pianeta Venere porta il suo nome. Il 31 agosto 2020 si è celebrato il 150° anniversario della sua nascita, avvenuta nel 1870. Fu una delle prime donne italiane a laurearsi in medicina e, successivamente, a esercitare la professione. Quando arrivò negli Stati Uniti, nel 1913, il New York Tribune la salutò come la donna più interessante d’Europa. In Italia molti ricordano il suo volto stampato sulle banconote da mille lire. Sto parlando di Maria Montessori, pedagogista, medico, scienziata, filosofa italiana, candidata per tre volte al Nobel per la pace, conosciuta in tutto il mondo per il metodo educativo che porta il suo nome. A lei si deve una nuova comprensione del bambino e un nuovo modo di intendere l’insegnamento e la formazione degli insegnanti.
A questo punto, ci si potrebbe chiedere che cosa abbiano in comune Maria Montessori e il cielo stellato, di cui solitamente si occupa questo blog. Non tutti sanno che il suo approccio al mondo dell’infanzia si basa su ciò che lei definiva “educazione cosmica”, ovvero ispirata a quello che i Greci chiamavano “kosmos”, un sistema ordinato, basato sull’armonia e sulla collaborazione tra tutti gli esseri. Per Maria Montessori insegnare ai bambini significava condividere con loro la pienezza dell’universo, poiché tutto è interconnesso e nulla esiste separatamente. Educazione, quindi, come interazione equilibrata di ogni parte con il tutto, di ciascuno con tutti gli altri esseri. Maria Montessori afferma: “Quando cominciamo a capire il lavoro di questo universo, allora ogni cosa assume un significato. Incominciamo a vedere nel come e nel perché delle cose”. E ancora: “L’anima del bambino si nutre di grandezza”. La sua pedagogia, infatti, è un’educazione alla vastità: per lei solo la conoscenza dell’equilibrio cosmico può portare alla comprensione del funzionamento dell’ecosistema Terra e alla scoperta del nostro posto all’interno dell’universo e dell’esistenza, a un senso di appartenenza all’ordine cosmico.
Maria Montessori, guardando al bambino come fonte di purezza interiore, comprese che le sue espressioni, curiosità, domande sul mondo, nella loro ingenua delicatezza, spesso esprimono proprio una natura cosmica. A partire dai 6-7 anni, i bambini ragionano in profondità, si interrogano e interrogano i fenomeni naturali e i meccanismi delle cose, sono capaci di elaborare un pensiero dialettico, sviluppano il senso critico e morale, nonché la capacità di proiettarsi all’interno di percorsi conoscitivi sulla base dell’immaginazione. Il bambino osserva e scopre il mondo con stupore, mondo che diventa sempre più grande con la sua crescita e il suo sviluppo. E con il mondo cresce la sua visione cosmica, pura e, appunto, visionaria, poetica, immaginifica, ovvero capace di trasfigurare, riempire di significato e completare la vita prosaica, legata prevalentemente ad aspetti materiali e a compiti pratici.
Così tanto ancora ci sarebbe da raccontare di Maria Montessori, tuttavia il mio intento qui è soltanto quello di illuminare le risonanze esistenti tra la pedagogia cosmica montessoriana e la cosmologia che permea l’astrologia: sono entrambi sistemi che integrano tra loro, sulla base dei principi di reciprocità e sincronicità, l’uomo e l’universo. In entrambi i sistemi emerge una comune Weltanschauung, una modalità affine di rappresentare l’individuo e la vita umana come parti di un meccanismo più grande (la natura, il cosmo) e la meraviglia evocata dalla scoperta dei fenomeni naturali e del loro funzionamento come porta privilegiata di accesso allo sviluppo della conoscenza e dell’evoluzione.
Maria Montessori, attraverso il suo metodo ispirato al cosmo e alle leggi della natura, invita tutti noi, oggi più che mai, a proteggere e custodire con amore la bellezza della purezza del pensiero infantile per risvegliare i bambini al ruolo di ispiratori e creatori di pace e di progresso. Sulla sua tomba Maria volle che fossero incise queste parole: “Ai bambini che tutto possono”.

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L’ascendente

In questa suggestiva immagine, cielo e terra, spirito e materia, macrocosmo e microcosmo sembrano dissolversi l’uno nell’altro fino a divenire la stessa cosa. Noi esseri umani siamo il punto di incontro di questi due poli, testimoni di un’indicibile bellezza. Il tema natale astrologico è il racconto di questo prodigio.
L’immagine evoca l’Ascendente, che è il punto in cui ogni giorno il sole sorge sopra l’orizzonte, divenendo visibile e ponendo fine alla notte. Se volgiamo lo sguardo a est, c’è una linea in lontananza in cui il cielo incontra la terra: è l’orizzonte. Possiamo immaginare che lì passi la linea dell’Ascendente del tema zodiacale, che corrisponde al segno che, a una data latitudine e in un dato momento  (per esempio ora o al momento della nascita), si trova all’altezza dell’orizzonte orientale. Il segno dell’Ascendente cambia ogni 2 ore. A livello simbolico rappresenta il momento della nascita, in cui letteralmente “entriamo nel mondo”, il passaggio dall’acqua del grembo materno al primo respiro, dall’atmosfera indefinita e lontana della dodicesima casa alla luce e ai rumori della prima casa. Il nostro spirito si fa a tutti gli effetti materia e affronta il primo di tanti nuovi inizi.

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Le eclissi

Le eclissi solari e lunari sono uno dei fenomeni naturali più straordinari osservabili nei cieli e hanno impressionato l’umanità sin dalle origini.  La prima eclissi documentata della storia risale al 1375 a.C.: si tratta di un’eclissi totale di Sole descritta dai Babilonesi in una serie di tavolette di argilla. Il termine eclissi deriva dalla parola greca ekleipo, che significa “svanire” e descrive l’evento celeste in cui il Sole o la Luna sembrano sparire dalla vista. Il fatto che la luce sparisse dal cielo era ritenuto un evento straordinario, ma soprattutto inquietante, perché non se ne conosceva l’origine né la durata. Si pensava che qualche creatura sovrannaturale e sinistra, un drago o un demone, stesse divorando il Sole o la Luna, mettendo in pericolo la luce e, di conseguenza, la vita sul nostro pianeta. Ai nostri giorni, per via delle numerose fonti di luce e calore artificiali che garantiscono la nostra sopravvivenza, la scomparsa del Sole durante un’eclissi non è percepita come un evento drammatico, ma dobbiamo pensare che le antiche popolazioni dipendevano dalla luce e dal calore dal Sole per coltivare la terra e sostentarsi. Per questo, in passato si diceva che le eclissi presagissero tempi difficili o cambiamenti importanti. Durante un’eclissi il Sole e la Luna, i corpi celesti principali, formano una relazione unica, dando vita a una battaglia simbolica tra luce e oscurità. Durante le eclissi, infatti, la Luna nuova o piena si allinea al misterioso asse nodale e la luce celeste incontra l’ombra.
Tecnicamente, le eclissi rappresentano un’interruzione del naturale ciclo di lunazione, una cesura della normalità, che può rappresentare un cambiamento emotivo, spirituale, fisico ed energetico, a livello individuale e globale.
A differenza della normale Luna nuova o piena mensile, le caratteristiche fondamentali di un’eclissi sono:
1. la luce del Sole o della Luna viene temporaneamente oscurata;
2. le eclissi avvengono in corrispondenza della Luna nuova e della Luna piena, in cui Sole e Luna non solo occupano lo stesso o l’opposto grado zodiacale (come in ogni lunazione), ma anche lo stesso piano all’interno dell’eclittica: Sole e Luna sono in allineamento lungo il piano terrestre;
3. i luminari sono a breve distanza dai Nodi lunari.
L’eclissi solare avviene in corrispondenza con la Luna nuova (la Luna, che si trova tra la Terra e il Sole, si congiunge al Sole, coprendolo temporaneamente). L’eclissi lunare avviene in corrispondenza con la Luna piena (la Luna è in esatta opposizione al Sole, la Terra transita tra i 2 luminari, proiettando la sua ombra sulla superficie lunare, oscurandola).
Riguardo alla relazione con i Nodi lunari, per dare vita a un’eclissi, il Sole o la Luna devono trovarsi in prossimità di uno dei Nodi, ovvero:
1. entro 18.5° per la Luna Nuova, che darà luogo a un’eclissi di Sole;
2. entro 12° per la Luna Piena, in questo caso si tratterà di un’eclissi di Luna.

I Nodi lunari sono 2 punti “fittizi” (nodo nord e nodo sud) che si formano dall’intersezione dell’orbita lunare intorno alla Terra e la linea del moto apparente del Sole intorno alla Terra (eclittica). Rappresentano quindi un punto di connessione tra Sole e Luna. I Nodi transitano lentamente in direzione contraria rispetto ai pianeti, muovendosi all’indietro lungo lo zodiaco e completando il loro ciclo in circa 19 anni (ciclo draconico). Occupano segni opposti per circa 18 mesi, evidenziando quindi per circa un anno e mezzo un asse di case/segni opposti in ogni tema natale.
Le eclissi si verificano nei 2 opposti periodi dell’anno, in cui la Luna nuova e piena si formano vicino ai Nodi, ogni sei mesi. Il
periodo delle eclissi inizia quando il Sole precede i Nodi di 36°. Il Sole si sposta di un grado al giorno ed il periodo delle eclissi dura 36 giorni, durante i quali possono verificarsi un’eclissi solare e almeno una o due eclissi lunari, due settimane prima o dopo l’eclissi solare.
Ogni eclissi fa parte di una “famiglia” di eclissi, ognuna delle quali è formata da circa 70 eclissi. Si tratta dei cosiddetti cicli di Saros, un sistema di previsione messo a punto dagli astronomi caldei per calcolare il succedersi delle eclissi. Gli antichi si accorsero che la Luna, il Sole e la Terra si trovano nella stessa condizione ciclicamente e che questi cicli durano circa 1300 anni e approssimativamente si ripetono nello stesso punto dello zodiaco circa ogni 18,5 anni. Ogni serie di Saros ha un tema natale, da cui deriva il significato di ogni ciclo, utile per contestualizzare il senso e la direzione delle varie eclissi di uno stesso ciclo.

Considerate come porte di accesso al nostro mondo interiore, capaci di risvegliare il nostro potenziale nascosto e di portare trasformazione, le eclissi  rappresentano delle lunazioni particolarmente intense e possono rappresentare punti di svolta nelle nostre vite, ma sono soprattutto utilizzate per descrivere i cambiamenti nelle dinastie, nella politica e nello sviluppo degli Stati, per via della loro lunga durata.
Come scrive Celeste Teal, quando l’eclissi avviene su un punto significativo del tema natale avvia un processo di trasformazione e mostra in quale area sia necessario un cambiamento, “le eclissi aiutano a procedere sul proprio percorso e a realizzare i propri obiettivi”. Bernadette Brady, nel suo libro Predictive Astrology: The eagle and the lark, sulla base delle qualità essenziali del Sole (energia maschile, attiva, estroversa) e della Luna (energia femminile, ricettiva, riflessiva, introversa), sottolinea la distinzione tra eclissi di Sole e  di Luna: “l’eclissi di Sole è legata ad eventi che non abbiamo causato consapevolmente, mentre le eclissi di Luna sono associate a eventi causati dai nostri pensieri e sentimenti”.

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Il ciclo di Venere: un continuo gioco di alternanze

Venere è il corpo celeste più luminoso dopo il Sole e la Luna. I suoi cicli sono stati studiati fin dall’antichità, come testimonia la Tavoletta di Venere di Ammi-Saduqa (tavoletta 63 dell’Enuma Anu Enlil), uno scritto babilonese risalente a circa 3500 anni fa, che registra l’osservazione astronomica delle congiunzioni di Venere col Sole e i presagi dedotti.
Ciò che rende il ciclo sinodico di Venere (e, in particolare, la sua fase retrograda) tanto speciale, è che questo pianeta periodicamente scompare dalla nostra vista per brevi periodi e si trasforma da stella della sera (Vespero, visibile per poche ore dopo il tramonto) a stella del mattino (Lucifero, visibile prima dell’alba). Questi cambiamenti nel ciclo di Venere cambiano anche la qualità della sua energia.
Il ciclo sinodico e la retrogradazione di Venere
Il ciclo sinodico di Venere rispetto al Sole dura 584 giorni (circa 18 mesi) e si basa su un gioco di continue alternanze e polarità: così come mostra a noi osservatori terrestri prima una faccia e poi quella opposta, allo stesso modo passa da stella della sera a stella del mattino, dal cielo occidentale a quello orientale, da dea dell’amore a dea della guerra, dall’essere luminosissima a all’essere invisibile.
Queste alternanze sono delimitate e cadenzate dalle sue congiunzioni con il Sole, che sono di due tipi: la congiunzione inferiore e la congiunzione superiore. Il ciclo sinodico inizia con la congiunzione inferiore, quando Venere in moto retrogrado passa tra il Sole e la Terra. Durante la congiunzione superiore, Venere si troverà invece dall’altro lato del Sole, il quale si trova ora tra lei e la Terra. Poiché Venere ruota di centottanta gradi sul suo asse, ad ogni congiunzione superiore Venere mostra alla Terra la faccia che durante la congiunzione inferiore era rivolta al Sole, e viceversa.
E’ interessante notare che il ciclo di Venere inizia durante il suo periodo retrogrado (che dura circa 40 giorni), quindi si apre con una fase di rinnovamento e riorientamento di sentimenti, emozioni e valori. È un momento in cui il futuro tenta di liberarsi dal passato, aprendo la strada a nuovi valori e a un nuovo clima emotivo. Circa a metà del periodo di retrogradazione si verifica la congiunzione inferiore, ma dodici giorni prima, Venere diviene invisibile. Sta passando tra la Terra e il Sole e la luce di quest’ultimo la coprirà per qualche giorno. E’ in cazimi, cioè nel cuore del Sole, ha raggiunto il punto mediano del suo viaggio retrogrado.
Mentre Venere si trova vicina al Sole e invisibile, le esperienze dell’ultimo ciclo relative a questo archetipo vengono bruciate, purificate, trasformate. Quindi, questioni legate a relazioni, amicizie, affettività, autostima, capacità artistica durante questo processo potrebbero assorbire nuove visioni da integrare nella nostra vita. Potremmo comprendere meglio una situazione, come se l’avessimo osservata anche dal punto di vista delle altre persone coinvolte. Questi cambiamenti, inizialmente, potrebbero essere sottili e diventare sempre più chiari quando il pianeta tornerà ad essere visibile.
Quando Venere riprenderà poi il suo moto diretto, potremmo spontaneamente introdurre cambiamenti in base alla nuova consapevolezza raggiunta. Se nel nostro tema natale uno dei segni governati da Venere, Toro e Bilancia, si trova sulla cuspide della decima casa, il ciclo retrogrado di Venere ci ispirerà una revisione delle questioni legate al lavoro, al percorso di carriera, alla vocazione. Se abbiamo l’ascendente in Toro o Bilancia, allora Venere retrograda agirà  piuttosto sulla nostra personalità, sull’approccio al mondo esterno e sul modo in cui gli altri ci vedono.
Stella della sera e stella del mattino
Per Venere arrivare al cuore del Sole rappresenta un punto di svolta, una sorta di nuovo inizio. Il pianeta torna a splendere in cielo, dopo qualche giorno di assenza, cambiando posizione, ruolo e personalità: quando riappare dopo la congiunzione inferiore, per i successivi 9 mesi, sarà Lucifero, la stella del mattino, che sorge sopra l’orizzonte orientale 1 o 2 ore prima del Sole. La congiunzione superiore si verifica  invece quando il pianeta, in moto diretto, raggiunge la sua massima velocità e, rispetto alla Terra,  si trova dalla parte opposta del Sole, la cui luminosità di nuovo la rende invisibile per un breve periodo. Qualche settimana dopo la congiunzione superiore, Venere riappare dall’altro lato (orizzonte occidentale) del Sole in qualità di Vespero, la stella della sera. Per gli antichi quando Venere scompariva dall’orizzonte visivo terrestre, discendeva nell’oscurità e si addentrava negli inferi in una sorta di processo plutoniano, per riemergere dal suo viaggio trasformata in dea guerriera. Per i Sumeri Venere era “colei che mostra la via alle stelle”. Dea della sera, favoriva l’amore, l’armonia e il godimento della vita; dea del mattino, presiedeva alle battaglie.

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E quindi uscimmo a riveder le stelle

Forse può stupire trovare su un sito come questo, dedicato all’astrologia, anche contenuti più strettamente astronomici. Il fatto è che come gli “astro-studiosi” del passato baso le mie riflessioni sull’osservazione diretta del cielo, accogliendo un precetto di Stephen Hawking: “Guardate le stelle invece dei vostri piedi. Cercate di dare un senso a ciò che vedete e interrogatevi sull’esistenza dell’universo. Siate curiosi”. Gli astrologi, da diverso tempo, guardano invece sempre meno il cielo reale. Studiano una mappa che riproduce graficamente la posizione dei pianeti in un dato momento. In passato questa mappa veniva calcolata e disegnata manualmente, ora viene creata da un software in pochi secondi. Eppure astronomia e astrologia  continuano ad essere, almeno in parte, complementari e condividono diversi elementi. Mentre l’astronomia si occupa di studiare gli aspetti fisici dei corpi celesti e le leggi che regolano il cosmo, l’astrologia studia il loro aspetto simbolico, che aiuta a descrivere la nostra psiche, la nostra vita, i periodi storici. Non essendo tanto attratta dalla matematica, quanto dalle dinamiche interiori dell’essere umano, la scelta di dedicarmi all’astrologia per me è stata ovvia. Tuttavia, nella mia esperienza l’osservazione astronomica è essenziale per comprendere ancora più profondamente la dimensione astrologica, ovvero metaforica, dei fenomeni celesti. Comprendere il loro aspetto, funzionamento e ciclicità mi porta infatti a cogliere significati e corrispondenze di natura simbolica tra macro- e microcosmo. Alcuni dei significati astrologici dei pianeti derivano dall’osservazione avvenuta nei tempi antichi delle loro orbite e recenti scoperte astronomiche paiono confermare le interpretazioni astrologiche classiche, lasciando intravedere sottili corrispondenze tra cielo e terra. Non si tratta dell’influenza dei pianeti sugli eventi umani, ma di un gioco di riflessi, di risonanze reciproche.
Astronomia e astrologia sono nate insieme e per lungo tempo si sono sviluppate all’unisono, finché, nel corso dei secoli, la visione del mondo è diventata sempre più meccanicistica e le loro strade si sono separate. Lo studio delle stelle in passato aveva varie finalità: la misurazione del tempo, l’orientamento nello spazio, la scoperta dell’universo e la divinazione del futuro per assicurarsi risultati favorevoli. La volta celeste era la dimora del sacro e gli studiosi del cielo erano al contempo saggi e sacerdoti, insonni matematici, indagatori dell’infinito e interpreti dei suoi messaggi al servizio della comunità.
Da sempre il cielo ci fa sentire parte di un meccanismo di più grande e ordinato, espande la nostra capacità di pensiero e, soprattutto, risveglia in noi inesauribile curiosità, immaginazione e meraviglia. “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, cosi’ Dante chiudeva il suo viaggio nell’Inferno. “Non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare“, scriveva Van Gogh, mentre Sandro Penna in un suo verso dichiara: “Ognuno è solo, ma con vario cuore / riguarda sempre le solite stelle”. In un tempo di disincanto, caos e frammentazione come quello attuale, più che mai, abbiamo bisogno di fermarci e alzare lo sguardo al cielo notturno. Non si può rimanere indifferenti al cospetto di una notte stellata, di un’eclissi o di un plenilunio. Non si può non provare un senso di stupore nel realizzare che è la Terra a ruotare e non le stelle a muoversi. Con la sua bellezza evocativa, i suoi meccanismi perfetti e i suoi significati simbolici, il cielo può ancora farci intuire il nostro posto nel mondo e rivelarsi un mezzo di conoscenza, per orientarsi nell’esistenza, per indagare l’Universo ed entrare in contatto la parte più profonda e trascendente di noi stessi.

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Giugno 2020: lavori in corso

Giugno sarà un mese intenso. Le eclissi imminenti, i vari pianeti retrogradi, l’ingresso di Marte in Ariete, la congiunzione Giove-Plutone indicano che quello che sta avvenendo è l’eruzione di un cambiamento sistemico, planetario e duraturo a livello collettivo. Questo cambiamento si stava preparando dall’ingresso di Plutone in Capricorno nel 2008, che ha innescato periodiche crisi strutturali sotterranee destabilizzanti e periodiche. Ora davanti ai nostri occhi sta apparendo l’immagine unitaria di questo frammentario processo. Quest’anno l’intrecciarsi dei pianeti lenti in Capricorno e Toro e il passaggio di Saturno in Acquario hanno puntato il riflettore sul fatto che è in corso una riforma radicale della nostra società, rivelando il lato oscuro, manipolatorio e dannoso dei nostri sistemi sociali – economici, governativi e religiosi – e il bisogno di alternative. In queste settimane possiamo riconoscere il riflesso di questo processo nelle agitazioni in atto in varie parti del mondo (i movimenti populisti, i conflitti ad Hong Kong, le tensioni tra USA e Cina, le proteste anti-razziste negli Stati Uniti,  i gruppi legati alle teorie complottiste, il crescente divario tra ricchi e poveri, ecc.). Le rivolte sono principalmente di 2 tipi: accanto a chi protesta contro le ingiustizie e per fronteggiare le emergenze sociali, ci sono gruppi che, approfittando dell’attuale clima di instabilità, manifestano e usano i media per generare ulteriore caos e rendere ancora più fragile la democrazia. Siamo al centro di un work in progress, tutte le strade sono aperte davanti a noi. Sta a noi esaminare con lucidità e pensiero autonomo la situazione per immaginare quale futuro vogliamo per noi e per le prossime generazioni e per comprendere quale possa essere il nostro contributo alla trasformazione in corso. Come scrive Celeste Teal: “E’ giunto il momento di sentirsi maggiormente coinvolti e connessi con la società, anche se un territorio così poco familiare può provocare disagioVogliamo allinearci con il cosmo? La direzione indicata dal movimento dei pianeti è quella degli ideali di obiettività, civiltà, democrazia, rottura col passato ed equità dell’Acquario.

Di seguito trovate l’approfondimento astrologico punto per punto.

L’intensa attività del cielo di giugno mira a renderci consapevoli della nostra storia e di ciò che sta accadendo nel mondo. Dobbiamo fare il possibile per mantenere radicamento, lucidità e centratura. Attualmente un numero insolitamente alto di pianeti è in fase di retrogradazione, creando una forte pressione in uno scenario generale già da alcuni mesi reso imprevedibile e instabile dai pianeti in Capricorno. Le cosiddette stagioni retrograde rappresentano tempi liminali: evidenziano le crepe alla base delle strutture portanti, indicano dove è necessario apportare cambiamenti per potere entrare in una nuova fase. Ci troviamo quindi in un tempo di revisione: stiamo riflettendo e rielaborando le esperienze degli ultimi mesi, gli attaccamenti al passato, relativi a vari aspetti della vita, a livello sociale ed individuale. A metà giugno anche Mercurio diventerà retrogrado, aggiungendo un ulteriore livello di introspezione. Nettuno cambierà senso di marcia divenendo retrogrado il 23 giugno (fino a novembre) e Venere, retrograda da metà maggio, il 25 giugno sarà il primo pianeta a tornare diretto.
Mentre da un lato i vari pianeti in retrogradazione e la forte attività planetaria in Capricorno indicano la tensione tra la voglia nostalgica di tornare alle sicurezze del passato e il sorgere della consapevolezza che quel mondo sta cambiando, nel cielo attuale si insinua qualcosa di nuovo. Aumenta l’incidenza dell’elemento aria, che intensifica il desiderio di uscire e incontrare altre persone, rende più obiettivo il nostro sguardo sulla realtà e apre le nostre menti a nuove possibilità per il futuro: Saturno è infatti ancora in Acquario (prima di rientrare a luglio per qualche mese in Capricorno), mentre il Sole, Venere e il Nodo Nord sono ora in Gemelli, segno in cui avverrà anche la prima eclissi di giugno.
A livello generale, la congiunzione Saturno-Plutone da gennaio continua a rendere sempre più evidenti vari nodi, costringendoci ad affrontarli. Prosegue infatti inesorabile la sua opera di smantellamento delle strutture economiche e politiche e la trasformazione di confini, regolamenti e autorità. In questi mesi si è modificata la nostra percezione del tempo, sono emerse le ombre delle nostre istituzioni e abbiamo sperimentato un senso di minaccia, oppressione e reclusione, che in tempi pre-pandemia sarebbero stati difficili da immaginare al di fuori del contesto di una guerra o di un regime terroristico o dittatoriale. Liz Greene commenta così la congiunzione Saturno-Plutone: “Sembra che stia succedendo qualcosa a livello sotterraneo che getta tutti in uno stato di ansia che supera di gran lunga le normali reazioni dovute alle notizie dei giornali. È la sensazione che stia arrivando un grande cambiamento”. 
La congiunzione Giove-Plutone in Capricorno si ripeterà per la seconda volta il 29 giugno e sta rivelando la crisi dei poteri istituzionali (per esempio la debole coesione dell’Unione Europea o l’inadeguatezza dell’OMS nella gestione della pandemia) e l’anelito verso nuovi ideali di giustizia e cambiamento sociale.
Siamo nella stagione delle eclissi, che possono accelerare questi cambiamenti, aggiungendo ulteriore incertezza ed emotività al quadro d’insieme. Questo mese se ne verificheranno 2 molto significative. La prima sarà un’eclissi lunare in concomitanza con la Luna Piena in Sagittario del 5 giugno, accompagnata da un forte aspetto di tensione tra Sole-Venere/Marte-Nettuno/Luna. Avvenendo nell’elemento fuoco e  con i luminari (Sole e Luna) in aspetto con Marte, rabbia e impulsività possono risultare accentuate, ma anche l’entusiasmo di fare qualcosa per ciò in cui crediamo. Nel processare le informazioni, è fondamentale che ora ci atteniamo solo ai fatti e che perseguiamo la verità, mettendo da parte le nostre opinioni e convinzioni personali. Abbiamo bisogno che la nostra visione diventi più oggettiva ed equilibrata per orientarci con chiarezza e centratura in questi tempi confusi.
Il 18 giugno Mercurio diventa retrogrado fino al 12 luglio nel segno del Cancro, per cui sarà un tempo di elaborazione delle emozioni legate ai pensieri degli ultimi mesi. Ci potrebbe mostrare come il nostro passato e i condizionamenti ricevuti durante l’infanzia influenzino la nostra visione del mondo. A livello globale potrebbe divenire evidente come i retaggi del passato siano ancora presenti nelle nostre società e nei comportamenti delle istituzioni.
L’evento più importante del mese è l’eclissi anulare di Sole del 21 giugno a 0° del Cancro, che avverrà durante la Luna Nuova e proprio in corrispondenza con il Solstizio d’estate, l’inizio della nuova stagione. Avviene in un punto molto particolare, al grado 0 di un segno cardinale, che indica l’inizio di qualcosa di nuovo o qualcosa che deve diventare manifesto a livello collettivo, quindi qualche informazione importante potrebbe divenire di pubblico dominio.
Venere ritorna in moto diretto il 25 giugno e rimarrà ancora qualche settimana nel segno dei Gemelli. Venere retrograda ci ha offerto la possibilità di revisionare il nostro modo di perseguire armonia e affettività nei nostri rapporti e, soprattutto, di riflettere su come ci esprimiamo nella relazione col partner e con gli amici, se c’è uno schema che si ripete e che cosa sarebbe opportuno cambiare per vivere meglio.
Altro evento importante è rappresentato dall’ingresso di Marte nel segno dell’Ariete il 28 giugno, che renderà l’estate sicuramente più movimentata se non esplosiva, visto che formerà un aspetto di tensione con i pianeti lenti in Capricorno. Marte, per via del fatto che a breve entrerà anche lui in fase di retrogradazione, rimarrà in Ariete (suo segno di domicilio) fino a gennaio 2021, quindi sarà per lungo tempo particolarmente vigoroso e attivo. Ci potrebbe essere a livello generale un’escalation di aggressività, impazienza e reattività. 


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