In memoria di Helena Avelar

Condivido con immensa tristezza la notizia dell’improvvisa scomparsa di Helena Avelar, una delle più dotate e brillanti studiose e divulgatrici di Astrologia e Storia della Scienza. La sua eredità culturale ha un valore inestimabile per la comunità astrologica e accademica.

Helena è stata, fino a pochi giorni fa, la mia insegnante di astrologia tradizionale. La prima volta che l’ho vista è stato durante un’intervista a lei e a Luis Ribeiro, suo compagno di vita e ricerca. Mi colpirono immediatamente il suo aspetto discreto e gentile, il modo appassionato e competente di parlare di astrologia, l’enfasi sullo studio della tradizione millenaria come base solida di conoscenza. Acquistai i suoi libri e, nonostante studiassi astrologia ormai da molti anni, una visione più ampia e profonda della materia si fece strada dentro di me. Cominciai a osservare il cielo reale, i pianeti, le costellazioni e i meccanismi astronomici, non più solo i grafici celesti al computer. Compresi il fondamento di concetti per me fino ad allora enigmatici. Soprattutto, iniziai ad assaporare l’incommensurabile bellezza della logica astrologica. Volevo saperne di più! Così, nel 2020 mi sono iscritta al corso base di Astrologia Tradizionale tenuto da Helena e Luis, che considero una grande opportunità nella mia vita. Helena era una persona di grande cultura e con una mente creativa e curiosa, dai modi amichevoli, delicati e spiritosi, dietro ai quali si intuiva una notevole determinazione a concretizzare i propri sogni. Come insegnante si impegnava a trasmettere a noi studenti un metodo pratico, solido e ben strutturato, che ci permettesse di sentirci sicuri nell’interpretazione. Con inesauribile pazienza, humour ed entusiasmo rispondeva a ogni dubbio e sapeva rendere comprensibili persino i concetti più ostici. Ci incoraggiava a esercitarci, a “giocare” con l’astrologia: “Divertiamoci, è un privilegio poter praticare l’antica arte astrologica, siamo fortunati!”, parole che racchiudono l’essenza del suo approccio all’astrologia e la sua dedizione. Provo un’indicibile gratitudine per averla conosciuta. Per me resterà sempre una luminosa guida nell’esplorazione di una disciplina così complessa e speciale come l’astrologia.

Helena lavorava come ricercatrice presso il dipartimento di Storia della Scienza e della Tecnologia dell’Università di Lisbona. Nel 2018 aveva conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’Astrologia presso il prestigioso Warburg Institute dell’Università di Londra sotto la guida del prof. Charles Burnett e faceva parte di quel ristretto gruppo di studiosi che, negli ultimi anni, hanno gradualmente rivoluzionato la storiografia dell’astrologia. La portata dei suoi contributi accademici è toccante e sorprendente: i risultati da lei raggiunti e i progetti innovativi a cui ha partecipato in un lasso di tempo relativamente breve sono impressionanti. Il suo studio e le sue energie erano volti a restituire all’Astrologia la dignità e il ruolo che le spetta nel contesto della storia della cultura e della scienza occidentale, per riportare questa disciplina del sapere all’interno del dibattito universitario.
Sempre insieme a Luis Ribeiro, ha dato vita a The Astra Project, una piattaforma accademica che investiga lo sviluppo della pratica dell’astrologia nel tempo, con la finalità di mettere in connessione ricercatori da tutto il mondo e a promuovere la diffusione del sapere. Espressione di questo progetto sono gli Ad Astra Podcast, una nutrita serie di conversazioni di alto profilo sulla storia dell’astrologia e  “The tools of the Art”, un convegno di studiosi internazionali previsto per il 2022.
Helena faceva inoltre parte del progetto di ricerca Rutter-Project. A giugno 2021 uscirà il suo volume “An Astrologer at Work in Late Medieval France”.

Helena univa la profonda conoscenza della storia dell’astrologia e dei suoi testi classici alla capacità di applicare le tecniche tradizionali e alla passione per la divulgazione del sapere. Dall’esperienza sua e di Luis Ribeiro sono nati “On the heavenly spheres” e “Traditional astrology course”, due libri unici nel loro genere, che rappresentano un distillato chiaro e pratico del corpus dell’astrologia tradizionale, e l’Academy of Traditional Astrology, scuola fondata nel 1999, dove Helena ha insegnato fino agli ultimi giorni della sua vita.
Helena amava prendersi cura degli animali abbandonati o in difficoltà e per proseguire la sua opera è nato il Fundo Helena Avelar. Per donare: Fundo Helena Avelar.

Desidero salutare Helena con le parole che i suoi colleghi le hanno dedicato: “Helena Avelar è ora tra quelle stelle che ha amato e studiato così tanto nel viaggio della sua vita, ma il suo esempio e la sua natura eccezionale vivranno in molti cuori e pagine di borse di studio ancora da pubblicare”.

Image © Luis Ribeiro

La Grande Congiunzione 2020/3: Giove-Saturno nelle diverse case astrologiche

Per sapere in quale casa del vostro tema natale cade la congiunzione Giove-Saturno, osservate dove si trova l’inizio (grado 0) del segno dell’Acquario. Concentrando consapevolmente le proprie energie su obiettivi relativi alle tematiche della casa, dei pianeti o degli angoli toccati dalla congiunzione potremmo essere agevolati a realizzare le nostre aspirazioni riguardanti quell’area. Greg Bogart, un astrologo americano di orientamento psicologico, ha analizzato in una recente conferenza il significato della congiunzione Giove-Saturno nelle dodici case del tema natale, che trovate sintetizzate di seguito:
Casa I: impegno a creare un’identità più orientata al sociale, aspirazione ad assumere un ruolo più responsabile o adulto nel mondo. Avanzamento professionale all’interno di una organizzazione a sfondo sociale o umanitario.
Casa II: impegno per un approccio socialmente consapevole al giusto sostentamento. Stabilire obiettivi finanziari. La necessità di guadagnare più soldi. Affrontare efficacemente gli aspetti materiali dell’esistenza. Gestione lungimirante delle risorse. Comprensione delle tendenze e dei cambiamenti della società che influenzano l’economia e le finanze personali.
Casa III: impegno per l’apprendimento e l’istruzione con focus specifico su questioni sociali, cambiamento sociale. Acquisire conoscenze che avranno un valore pratico a sostegno dell’evoluzione sociale. Interesse verso informazioni su questioni collettive-sociali e sulle tendenze politiche.
Casa IV: impegno e responsabilità nei confronti della casa e della famiglia, possibile acquisto di terreni o immobili o spese per ristrutturazioni o ampliamenti. Vivere in modo cooperativo. Introduzione di nuove tecnologie in casa.
Casa V: impegno nell’educazione dei figli, che includa il senso civico. Approccio più serio e disciplinato alla creatività e all’espressione di sé.
Casa VI: impegno per la salute e l’auto-miglioramento. Ottenere una migliore assistenza sanitaria o assicurazione. Cercare o trovare un lavoro migliore, preferibilmente più socialmente rilevante. Esplorare terapie alternative. Disciplina applicata alla nutrizione o alla cura dell’equilibrio mente-corpo. Maggiori responsabilità lavorative.
Casa VII: impegno a creare amicizie e relazioni vibranti e socialmente rilevanti. Matrimonio o formazione di società. Relazione con una persona ambiziosa o di successo. Avanzamento professionale del partner.
Casa VIII: impegno in investimenti, decisioni finanziarie o acquisti condivisi. Investimenti socialmente consapevoli.
Casa IX: impegno nello studio specialistico o superiore. Ampliamento della propria visione della vita. Studi sociali, scientifici o filosofici. Perseguire opportunità di insegnamento o pubblicazione.
Casa X: impegno per il progresso e il successo professionale. Traguardi importanti della carriera. Opportunità di avanzamento professionale.
Casa XI: impegno per il cambiamento sociale, organizzazione di gruppi o comunità. Maggiore consapevolezza politica e attivismo sociale.
Casa XII: impegno per l’espansione della vita spirituale tramite attività olistiche e meditazione.

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La Grande Congiunzione 2020/2: Una nuova direzione

Giove e Saturno formeranno la Grande Congiunzione a 0° di Acquario il 21 dicembre, poche ore dopo il solstizio. Giove e Saturno si congiungono ogni 20 anni e i loro cicli sono considerati di enorme importanza per l’evoluzione della società. Nell’antichità questa congiunzione veniva usata per prevedere momenti significativi, specialmente riguardanti i regni e i loro sovrani. Come spiega Charles Harvey: “Questi due pianeti erano conosciuti come i “Grandi Cronocratori”, i Signori del Tempo. Il loro ciclo può essere considerato la base fondamentale dello sviluppo umano che segna l’interazione tra la percezione di idee, potenzialità, possibilità (Giove) e la loro manifestazione nel mondo materiale (Saturno)”. Questi cicli di 20 anni cadono nello stesso elemento per 240 anni, fino alla cosiddetta “Grande Mutazione”, in cui avviene il passaggio a un diverso elemento. E’ quello che sta accadendo ora. Negli ultimi 240 anni le congiunzioni Giove-Saturno si sono formate in segni di Terra, un’energia pesante, solida e materialistica, che ha prodotto la Rivoluzione Industriale e uno sfruttamento senza precedenti delle risorse del pianeta. Ora, con la congiunzione in Acquario, il ciclo riparte nell’energia più leggera dell’elemento Aria. Il significato essenziale dell’Acquario è maggiore consapevolezza e azione sociale, intese come programmi di riforma socio-economica, maggiore senso di comunità, iniziative di solidarietà, attenzione alla dignità dell’individuo. È possibile che siano introdotti nuovi modelli nel welfare, nel sistema giudiziario, nell’istruzione, nella sanità. Tutte le istituzioni potrebbero essere sottoposte a un allineamento con le istanze sociali.
Questa transizione Terra-Aria rappresenta il passaggio dall’epoca capitalista iniziata con la rivoluzione industriale e che ha prodotto il consumismo, a un’epoca idealista, basata sull’informazione e la tecnologia.
L’ultima volta che nella storia era avvenuta la stessa mutazione era l’anno 1180 circa. Vediamo alcune caratteristiche del passaggio avvenuto nel Medioevo e le tendenze per il prossimo futuro:
– Architettura: transizione da romanico a gotico, stile più slanciato e aereo / Edifici di vetro, stile futuristico, domotica, innovazioni per il risparmio energetico, utilizzo di nuove fonti di energia
– Educazione: nascita delle università, si sviluppa insegnamento laico e di livello superiore / Internet e nuove tecnologie rendono la formazione più democratica e capillare
– Economia: sviluppo del commercio internazionale / Valute digitali globali, dematerializzazione del denaro
Durante l’ultima transizione di Saturno da Capricorno ad Acquario abbiamo assistito alla caduta del Muro di Berlino e alla fine del dominio socialista nell’ex blocco sovietico e, dopo che Saturno è entrato in Acquario nel 1991, alla dissoluzione dell’URSS. Con Saturno in Acquario il mondo ha dovuto affrontare questa nuova fase e organizzare un ordine mondiale completamente nuovo dopo la fine della Guerra Fredda.
Saturno in transito nei propri segni di domicilio (Capricorno e Acquario) per un periodo di cinque anni corrisponde a una massiccia dissoluzione seguita da una notevole opportunità di rinnovamento. Il passaggio all’elemento aria da un elemento solido come la terra per alcuni potrebbe risultare fuorviante, perché il clima generale ora sarà più flessibile e volatile, estremamente carico di informazioni, scambi e interazioni tra reale e virtuale. Il mio consiglio è quello di sforzarci di essere mentalmente strutturati e sistematici, realistici, disciplinati, porsi obiettivi concreti a lungo termine, altrimenti potremmo rischiare di perderci e sentirci confusi o sovraccarichi.
Quadrato Saturno-Urano (2021)
Nell’entusiasmo per la grande congiunzione non dobbiamo perdere tuttavia di vista il quadrato Saturno-Urano, un aspetto di tensione che si verificherà a più riprese durante il 2021 (febbraio, giugno, dicembre). Questo transito indica la presenza di una notevole pressione causata dalla necessità che il vecchio modello di vita faccia spazio al nuovo, a scelte più responsabili verso ciò che ci circonda e al rinnovamento delle istituzioni, messe a dura prova dalla pandemia, dall’aumento della disoccupazione, dalla crisi economica e finanziaria, oltre che dai cambiamenti climatici e dalle loro molteplici conseguenze. Questo quadrato sottolinea che ci sentiremo in bilico tra vecchio e nuovo, in conflitto tra tradizione e innovazione, regole/limitazioni e libertà/ribellione. Il salto nel futuro incontrerà vari ostacoli in molti di noi. Ci saranno in noi rimpianto per il passato e forti resistenze ad accogliere nuovi modelli di vita, a orientarci verso prospettive sconosciute, come invece consigliano i transiti del 2021, soprattutto per chi prova attaccamento allo status quo o a forme individualistiche di vita sociale basate sul vantaggio personale e sullo sfruttamento delle risorse.

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La Grande Congiunzione 2020/1: Le premesse

Il 2020 rappresenta per ognuno di noi un anno difficile da descrivere, perché diverso da tutto ciò che avevamo vissuto finora. Anche le configurazioni astrali degli ultimi 12 mesi sono state singolari, cadenzate e intense e lasciavano presagire un anno particolarmente complesso da ogni punto di vista, segnato dall’intensa attività planetaria in Capricorno e dal venir meno di tutto ciò che abbiamo dato per scontato. Un anno opprimente, di cambiamento forzato e di spinoso confronto con la realtà. I transiti planetari del 2020 (di seguito trovate una visione d’insieme) hanno creato le premesse della cosiddetta Grande Congiunzione Giove-Saturno del 21 dicembre, che indica il tono e la direzione per i prossimi 20 anni:
Congiunzione Saturno-Plutone in Capricorno: a inizio 2020, appena prima della notizia dell’epidemia di Covid-19, questa congiunzione ha indicato che la tonalità di quest’anno sarebbe stata grave, preannunciando cambiamenti nella struttura sociale a livello globale, una grave crisi e l’imposizione di controlli rigorosi come il distanziamento sociale e l’austerità.
Congiunzioni Giove-Plutone in Capricorno: nel corso dei mesi se ne sono verificate 3. Indicano una profonda trasformazione in corso nel sistema di credenze alla base della società e l’affermarsi del bisogno di giustizia sociale.
Nella prima parte dell’anno il momento culminante è stato tra fine febbraio e fine marzo, quando Marte, Giove, Saturno e Plutone si sono congiunti nel segno del Capricorno, per poi dar seguito a una graduale separazione. Da agosto fino all’inizio di gennaio 2021 Marte retrogrado in Ariete in quadratura con i 3 pianeti in Capricorno è tornato ad agitare ed esacerbare la situazione.
Il primo ingresso di Saturno in Acquario (21 marzo-1 luglio 2020): in quel periodo l’atmosfera era diventata limpida, l’aria più leggera, il canto degli uccellini risuonava più forte, si potevano scorgere panorami fino allora nascosti dall’inquinamento, i corsi d’acqua erano tornati trasparenti. Alcuni di noi hanno sentito di non voler più rinunciare a questa rinnovata limpidezza, chiedendosi come poterla conservare in futuro. Saturno spostandosi nel segno d’aria dell’Acquario ha soffiato una ventata d’aria fresca sulle nostre vite in lockdown fino alla graduale riapertura. A metà estate, tuttavia, la pesantezza del ritorno di Saturno in Capricorno ha riportato il senso di oppressione e preoccupazione.
La grande enfasi sui segni cardinali negli ultimi 3 anni, e culminata nel 2020, ha sottolineato che erano in atto mutamenti importanti, globali e destabilizzanti. Ora, con l’ingresso di Saturno e Giove in Acquario, il peso si sposta nei segni fissi: l’azione d’ora in poi sarà orientata a dare forma ai cambiamenti in nuce per poi stabilizzarli e trovare nuove sicurezze. Questo processo non sarà immediato, i segni fissi richiedono tempo.
Saturno, entrando definitivamente in Acquario (17 dic.) e congiungendosi a Giove in questo segno (21 dic.) indica l’opportunità di sperimentare nuovi modi di fare comunità, ci sarà una maggiore enfasi su riforme, equità sociale, innovazioni scientifiche e tecnologiche. A poche ore dalla Grande Congiunzione Giove-Saturno, ci troviamo ora in bilico tra due epoche: è il momento di lasciare andare tutto ciò che lo stellium in Capricorno ha indicato come superfluo per la nostra vita e di chiederci: “come voglio costruire il futuro?”.

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Giove-Plutone: fine del ciclo in Capricorno (12 novembre)

Questa settimana è estremamente importante dal punto di vista astrologico. Prima di tutto Marte, termina  la retrogradazione (13 novembre). E’ praticamente l’ultimo pianeta di una lunga serie a tornare diretto, ponendo fine al massiccio blocco di varie situazioni intensificatosi da settembre. Il numero insolitamente alto di pianeti simultaneamente in retrogradazione da metà primavera a oggi, indica stagnazione e frustrazione, l’impossibilità di trovare una soluzione ai problemi, esasperazione pronta a implodere in rabbia distruttiva e fine a se stessa, fattori che hanno reso evidente che il nostro sistema è in disgregazione e bisognoso di nuovi contenuti per rigenerarsi. Pensiamo alle notizie susseguitesi negli ultimi mesi. Siamo scivolati nella seconda ondata sentendoci di nuovo inefficaci e abbiamo assistito a così tante e diverse proteste, conflitti, attentati, fatti di sangue, turbolenze da non riuscire più nemmeno a asociare un volto a ogni episodio.
Tuttavia, l’evento astrologico più significativo è la terza e ultima congiunzione Giove-Plutone a 22° di Capricorno (12 novembre), che coinvolge anche Saturno e rappresenta il contatto finale tra i tre pianeti in Capricorno, che tanto hanno segnato questo difficile e stranissimo anno. Analizziamo il loro ciclo e le correlazioni tra i loro movimenti e gli eventi degli ultimi mesi.
La prima congiunzione Saturno-Plutone in Capricorno è avvenuta il 12 gennaio 2020, poco prima della notizia dell’epidemia di Covid-19, che ha portato enormi cambiamenti nella vita lavorativa, nell’economia e nella vita sociale a livello globale. Limitazioni, distanziamento, responsabilità, isolamento, autorità, vecchiaia sono attributi tipici di Saturno e sono stati il leitmotiv di questi ultimi mesi in ogni notizia, provvedimento, discussione, praticamente  in ogni ambito.
Il primo contatto Giove-Plutone è avvenuto il 5 aprile, quando la prima ondata di Covid-19 ha toccato il picco in molti paesi europei. Il 30 giugno, quando questi pianeti si sono incontrati di nuovo in moto retrogrado, abbiamo visto l’epidemia raggiungere l’apice anche in altre parti del mondo.
Ora, in corrispondenza dell’attuale congiunzione Giove-Plutone del 12 novembre, da un lato potrebbero aumentare i numeri del contagio ed essere introdotte a brevissimo ulteriori restrizioni simili al lockdown di marzo-aprile, dall’altro la possibilità di un vaccino pare si stia effettivamente concretizzando, sebbene occorra altro tempo per terminare la necessaria sperimentazione e per organizzare le fasi di produzione e distribuzione. Inoltre, potrebbero arrivare nuovi aiuti economici o essere immessa ulteriore liquidità (con relativo aumento del debito), com’è successo a cavallo delle 2 precedenti congiunzioni di aprile e luglio.
I cicli Giove-Plutone indicano una trasformazione del sistema di credenze alla base della struttura sociale. Osservando le cose da una prospettiva più ampia, è evidente che l’emergenza della pandemia sta mostrando le falle del sistema delle società occidentali, accelerando una metamorfosi (Plutone) della nostra società negli ambiti legati al Capricorno (banche, finanza, governo) e in quelli governati da Giove (istituzioni religiose, istruzione superiore, viaggi, affari internazionali e questioni legate alla fede). Dal dopoguerra, mai come nel corso del 2020, abbiamo affrontato così tanti eventi dolorosi e traumatici simultaneamente e globalmente. Mentre i 3 pianeti lentamente durante tutto l’anno percorrevano il segno del Capricorno, abbiamo affrontato le nostre ansie, paure, la nostra vulnerabilità. Molto di ciò che davamo per scontato si è rivelato precario, in noi stessi e nella società. Sono uscite allo scoperto lotte di potere, corruzione, ingiustizie sociali, guerre e in molti hanno preso posizione. Ognuno di noi si sta confrontando con la paura della solitudine, della morte, della malattia, della povertà emergente (tutti temi simbolicamente legati a Saturno). In questo momento tutto pare avere perso di compattezza. Ci mancano le vecchie sicurezze, ci manca soprattutto un abbraccio, siamo diventati isole che fluttuano nella frammentarietà, nell’incertezza. Come ripartire e, soprattutto, quando sarà possibile farlo? Ci attende ancora l’ultimo atto della storia per chiudere questo ciclo, la 
congiunzione Giove-Saturno. Avverrà il 21 dicembre, giorno del solstizio invernale, non più in Capricorno, bensì a 0° di Acquario. Intanto, rimossa la stagnazione dei pianeti retrogradi, come umanità abbiamo ripreso il cammino verso la Grande Mutazione, il passaggio da un elemento materiale a uno immateriale. I 2 pianeti infatti usciranno dall’elemento Terra dopo un ciclo di 200 anni e da ora in poi per i prossimi 2 secoli, si congiungeranno ogni 20 anni in segni dell’elemento Aria. E’ un cambiamento epocale che porterà nuovi contenuti per iniziare a creare un futuro diverso.
Per saperne di più, leggi: http://www.poeticastrology.com/2020/09/14/cenni-sul-prossimo-ingresso-di-pianeti-in-acquario.

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Il duca e lo zodiaco: il più bel calendario della storia

Siamo in Francia agli inizi del XV secolo, alla corte di Jean de Valois, duca di Berry, figlio, fratello e zio dei re d’oltralpe, il più raffinato e colto mecenate francese. Amante dell’arte e del sapere della sua epoca, colleziona oggetti  rari e preziosi e si circonda di mercanti d’arte, astrologhi, scienziati, orafi e pittori.
Il duca ha una passione per i manoscritti miniati e commissiona ai più celebri artisti del tempo, i fratelli Limbourg, quello che ancor oggi è definito il più bel calendario della storia, il libro d’ore “Les très Riches Heures du Duc de Berry” (1412-1416). Si tratta di un volume devozionale molto particolare, con un forte legame a riferimenti astrologici e corredato da illustrazioni di una bellezza fiabesca, nate dalla mano dei 3 miniaturisti fiamminghi in uno dei periodi più tormentati della storia francese. Le raffinate pagine del manoscritto contengono 130 immagini, considerate il vertice della miniatura europea a cavallo tra Gotico e Rinascimento. L’opera rimase interrotta a causa della morte dei Limbourg e del duca stesso e fu completata solo settant’anni più tardi.
Genere molto diffuso in quel periodo, il libro d’ore era la raccolta delle preghiere liturgiche quotidiane per i diversi periodi dell’anno e si componeva di due parti, salterio e calendario. Il calendario de “Les très riches heures” contiene l’ineguagliata serie dei mesi, definita da Umberto Eco “un documento cinematografico, una macchina visiva che ci racconta la vita di un’epoca. Nessun film potrà mai eguagliare la fedeltà, il fulgore, la toccante bellezza di questa ricostruzione”. Colori vibranti, inventiva e acuto spirito di osservazione rendono la suggestione di queste miniature immediata e coinvolgente: l’osservatore si sente attirato in un mondo che sembra incantato.
Ma c’è più della sola bellezza a dar anima a quell’incanto. Nelle scene dei mesi, la vita terrena pulsa in sincrono con quella del cosmo e la loro correlazione è enfatizzata dalla grande precisione dei dettagli astronomici riguardanti la lunghezza dei giorni, la traiettoria del sole in rapporto alle costellazioni dello zodiaco e le fasi lunari. Come spiega Pietro Citati, “il calendario, che apre il libro, lega l’attività dell’uomo (e i suoi temperamenti) a tutto ciò che accade nel cielo. Nulla e nessuno di noi può sfuggire allo Zodiaco. Come a indicarne il potere, il piano celeste si insinua nelle pitture della vita terrena”. Tutto lascia ipotizzare che, per la composizione di un libro così straordinario e accurato, il duca ricorse al consiglio di una cerchia di dotti, tra cui astrologi/astronomi (all’epoca si trattava di una sola figura professionale).
Ogni mese del calendario consta di due pagine a fronte. A destra troviamo l’elenco dei giorni coi nomi dei santi (scelti a seconda della devozione personale del committente), le festività liturgiche, colonne con la lunghezza dei giorni e il numero aureo (indica i 19 anni del ciclo metonico) delle fasi lunari. A sinistra primeggia la raffigurazione del mese. Questa è sovrastata da una lunetta blu, al cui centro è visibile il carro del sole, con semicerchi concentrici in cui spiccano le fasi lunari e i segni dello zodiaco, elementi tipici dei calendari agricoli. Il ritmo del tempo è scandito, anziché dai mesi, dai segni dello zodiaco (possiamo notare che ogni scena corrisponde al passaggio a un nuovo segno, che avviene tra il 20° e il 23° giorno, anziché il 1° del mese). Sotto questa volta celeste intessuta di misurazioni astronomiche, irrompe la narrazione visiva del mese: sullo sfondo di una natura incontaminata, di luminosi paesaggi e sontuosi palazzi, il tempo scorre davanti ai nostri occhi ed è il moto degli astri a regolare la vita umana e quella della natura, le stagioni, gli svaghi cortesi e i lavori contadini, il continuo mutare del paesaggio rurale. “Les très riches heures” è un libro d’ore particolare proprio per il suo complesso, o ricco, rapporto con il tempo. Esperienze diverse del tempo, sacro e profano, si affiancano l’una all’altra: il tempo degli svaghi e quello del lavoro, il tempo astronomico e quello stagionale, il tempo dei rituali di corte e quello della preghiera.
L’immagine posta al termine del calendario sottolinea ulteriormente, anche se in modo diverso, il legame del manoscritto con l’astrologia e la singolarità dell’opera. Si tratta infatti di una miniatura insolita nel contesto dei libri devozionali e dei calendari, connessa piuttosto con la tradizione della melothesia, la medicina astrologica. E’ la raffigurazione dell’Uomo anatomico o Uomo zodiacale, in cui il corpo umano, circondato dai segni zodiacali, evoca la connessione tra lo zodiaco e le varie parti del corpo. Agli angoli, alcune annotazioni collegano i segni zodiacali a qualità primarie, secondarie e temperamenti, secondo le concezioni mediche del tempo. Questa raffinata immagine ancora una volta pone l’enfasi sulla connessione dell’uomo, così come della natura natura, con il cosmo. Ciò che permea l’opera, scrive Citati, è “la luce dello zodiaco. Se lassù ruotano il sole, la luna, gli astri e le fantastiche costellazioni e il loro influsso giunge fino ai nostri corpi e ai nostri temperamenti, il compito di un miniaturista, pensavano i Limbourg, era di coglierne i riflessi nel minimo, nell’infinitesimo, in ciò che si sottrae allo sguardo”.

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Il calendario: gli astri e l’intuizione del tempo

Il calendario è uno strumento speciale, che assolve una singolare funzione: rendere visibile il tempo. Rappresenta un sistema di suddivisione e misurazione del tempo basato sulla correlazione tra cielo e Terra, oltre che uno dei più antichi e artefatti grafici della storia sin dalle civiltà remote, di cui rivela le profonde conoscenze astronomico-astrologiche. I corpi celesti – il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle – da epoche remotissime hanno infatti fornito un riferimento per misurare lo scorrere del tempo nel corso della nostra esistenza. Le antiche civiltà facevano affidamento sull’apparente movimento di questi corpi celesti, in particolare Sole e Luna, per determinare stagioni, mesi e anni.
Abbiamo poche informazioni su come avvenisse la misurazione del tempo durante l’età preistorica, tuttavia alcuni manufatti dimostrano che in ogni cultura, in vario modo, ci si occupava di misurare e registrare il passare del tempo osservando il cielo. Nella preistoria si intagliavano pietre, ossa e bastoncini per registrare i giorni tra le fasi lunari. 
Non ci sono pervenute testimonianze scritte su Stonehenge o altri siti preistorici, tuttavia i loro allineamenti mostrano che potevano servire anche per determinare o celebrare eventi stagionali o celesti, come eclissi lunari, solstizi, equinozi. Verso la fine del V secolo a.C., i Babilonesi crearono il primo sistema convenzionale noto di coordinate celesti, dividendo l’eclittica in 12 segni di uguale ampiezza (30° di longitudine celeste) corrispondenti ciascuno ad un mese di 30 giorni. Misurando nello spazio, tramite i segni zodiacali, il ciclo delle stagioni e dei giorni, il moto degli astri, diviene evidente lo speciale rapporto che lega la Terra al Sole e alla Luna (e ai loro cicli).
Il calendario è un oggetto sia scientifico che culturale, legato alle credenze religiose e alle osservazioni astronomiche e con diverse applicazioni. Niccolò Tommaseo, nel suo Dizionario, sottolinea la distinzione tra “lunario” (per uso civile) e “calendario” (per uso liturgico). Attraverso questo strumento si cerca, infatti, di controllare il tempo e le sue espressioni al fine di organizzare la vita umana: tempo della natura e tempo del lavoro, tempo cosmico e tempo umano, tempo sociale e tempo individuale.
La storia dell’evoluzione del calendario nei secoli è estremamente articolata. Poco prima dell’avvento della stampa, i manoscritti più diffusi e popolari erano i libri delle ore, libri-calendari per uso devozionale, il cui capolavoro è “Les très Riches Heures du Duc de Berry, di cui vi racconterò nel prossimo articolo.

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Cenni sul prossimo ingresso di pianeti in Acquario

Uno degli ambiti di ricerca astrologica che trovo più appassionante è quello dell’astrologia mondana, quel ramo dell’astrologia che, come spiega Nicholas Campion, “si occupa della società, o del mondo nel suo complesso […], di analizzare tendenze politiche di breve termine e gettare luce sulla natura di cicli storici di lungo termine”. L’astrologia mondana considera gli eventi collettivi come parte di un contesto più grande, quello dei cicli storici, cercando la connessione e il significato delle vicende umane. Ogni periodo possiede infatti una sua qualità intrinseca, che viene riflessa dalla posizione dei pianeti, in particolare quelli lenti (Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone), e dai loro cicli. L’allineamento tra pianeti esterni e il loro ingresso in un segno spesso indicano punti di svolta, cambiamenti storici, politici e sociali importanti. Analizzare i cicli planetari consente di individuare interessanti parallelismi tra passato e presente e comprendere le tendenze dei periodi.
Il 2021 sarà caratterizzato dal segno dell’Acquario. A dicembre Giove uscirà dal segno del Capricorno ed entrerà in Acquario, l’altro segno governato da Saturno, ma più neutrale per Giove (il Capricorno, in cui si è trovato per tutto il 2020, è il suo segno di caduta). Questo potrebbe corrispondere a un parziale alleggerimento del clima generale, all’analisi obiettiva delle paure emerse negli ultimi mesi e portarci a muovere verso il futuro con maggiore slancio e maggiore focus. Tuttavia, così come il 2020 è l’anno della rottura delle istituzioni, convenzioni e abitudini radicate, è possibile che nel 2021 continuino disordini e rovesci, capaci di produrre ostacoli (e opportunità) imprevisti, in un aperto ed intenso conflitto tra vecchio e nuovo, autorità e democrazia, privilegi ed equità, limitazioni e libertà. Saturno, infatti, il prossimo anno formerà una serie di quadrati con Urano. Il quadrato è un aspetto di tensione. Saturno rappresenta l’estabilishment, mentre Urano è il pianeta degli imprevisti, dell’instabilità, della rottura con lo status quo, del progresso. Con la simultanea presenza di due pianeti importanti come Giove e Saturno in Acquario, a cui seguirà nel 2023 l’ingresso di Plutone, nei prossimi anni progresso scientifico, viaggi e progetti spaziali e tutta l’industria tecnologica riceveranno un grande impulso, così come l’ambito dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, i social media, i mondi virtuali, il tracciamento totale dell’esistenza. Quest’epoca viene infatti già definita “datacrazia” o “tecnocrazia”. Il potere sempre più si sta spostando nelle mani di chi detiene il maggior numero di informazioni riguardo a ognuno di noi, mezzo di potenziale controllo e condizionamento. Si tratta di dati di ogni tipo, ormai facilmente acquisibili tramite il nostro uso del web e dei mezzi digitali: informazioni mediche, genetiche, biometriche, gusti personali, stile di vita e anche cose che teniamo nascoste.
Il pericolo – da non sottovalutare – è che questa corsa all’innovazione in qualche modo sfugga di mano e ponga l’umanità di fronte a sfide difficili da gestire. Occorrerà molta consapevolezza da parte di ognuno di noi. Occorrerà, come scriveva Oriana Fallaci, “stare dalla parte dell’umanità, suggerire i cambiamenti, innamorarci dei buoni cambiamenti, influenzare un futuro migliore del presente”.
La Grande Congiunzione tra Giove e Saturno, che avverrà il 21 dicembre 2020, nell’interpretazione astrologica tradizionale rappresenta una nuova era. L’astrologia classica associa la congiunzione di questi 2 pianeti (che si ripete ogni 20 anni) a passaggi importanti della storia e alla nascita o scomparsa di imperi. Quella di dicembre è considerata particolarmente importante, poiché coincide anche con la cosiddetta Grande Mutazione. Studiando questo ciclo planetario, ho verificato che la precedente congiunzione di Giove e Saturno nel segno dell’Acquario risale al 1405 e coincise con l’inizio delle spedizioni navali volute dalla dinastia Ming per affermare la supremazia marittima, politica e commerciale dell’impero cinese nell’area dell’Oceano Indiano fino alle coste dell’Africa. Attualmente stiamo assistendo al risorgere delle ambizioni cinesi di egemonia politica e commerciale a livello globale, al rafforzamento della sua presenza nel continente africano e, in vario modo, in altre aree del pianeta.

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L’educazione cosmica di Maria Montessori

Un cratere sul pianeta Venere porta il suo nome. Il 31 agosto 2020 si è celebrato il 150° anniversario della sua nascita, avvenuta nel 1870. Fu una delle prime donne italiane a laurearsi in medicina e, successivamente, a esercitare la professione. Quando arrivò negli Stati Uniti, nel 1913, il New York Tribune la salutò come la donna più interessante d’Europa. In Italia molti ricordano il suo volto stampato sulle banconote da mille lire. Sto parlando di Maria Montessori, pedagogista, medico, scienziata, filosofa italiana, candidata per tre volte al Nobel per la pace, conosciuta in tutto il mondo per il metodo educativo che porta il suo nome. A lei si deve una nuova comprensione del bambino e un nuovo modo di intendere l’insegnamento e la formazione degli insegnanti.
A questo punto, ci si potrebbe chiedere che cosa abbiano in comune Maria Montessori e il cielo stellato, di cui solitamente si occupa questo blog. Non tutti sanno che il suo approccio al mondo dell’infanzia si basa su ciò che lei definiva “educazione cosmica”, ovvero ispirata a quello che i Greci chiamavano “kosmos”, un sistema ordinato, basato sull’armonia e sulla collaborazione tra tutti gli esseri. Per Maria Montessori insegnare ai bambini significava condividere con loro la pienezza dell’universo, poiché tutto è interconnesso e nulla esiste separatamente. Educazione, quindi, come interazione equilibrata di ogni parte con il tutto, di ciascuno con tutti gli altri esseri. Maria Montessori afferma: “Quando cominciamo a capire il lavoro di questo universo, allora ogni cosa assume un significato. Incominciamo a vedere nel come e nel perché delle cose”. E ancora: “L’anima del bambino si nutre di grandezza”. La sua pedagogia, infatti, è un’educazione alla vastità: per lei solo la conoscenza dell’equilibrio cosmico può portare alla comprensione del funzionamento dell’ecosistema Terra e alla scoperta del nostro posto all’interno dell’universo e dell’esistenza, a un senso di appartenenza all’ordine cosmico.
Maria Montessori, guardando al bambino come fonte di purezza interiore, comprese che le sue espressioni, curiosità, domande sul mondo, nella loro ingenua delicatezza, spesso esprimono proprio una natura cosmica. A partire dai 6-7 anni, i bambini ragionano in profondità, si interrogano e interrogano i fenomeni naturali e i meccanismi delle cose, sono capaci di elaborare un pensiero dialettico, sviluppano il senso critico e morale, nonché la capacità di proiettarsi all’interno di percorsi conoscitivi sulla base dell’immaginazione. Il bambino osserva e scopre il mondo con stupore, mondo che diventa sempre più grande con la sua crescita e il suo sviluppo. E con il mondo cresce la sua visione cosmica, pura e, appunto, visionaria, poetica, immaginifica, ovvero capace di trasfigurare, riempire di significato e completare la vita prosaica, legata prevalentemente ad aspetti materiali e a compiti pratici.
Così tanto ancora ci sarebbe da raccontare di Maria Montessori, tuttavia il mio intento qui è soltanto quello di illuminare le risonanze esistenti tra la pedagogia cosmica montessoriana e la cosmologia che permea l’astrologia: sono entrambi sistemi che integrano tra loro, sulla base dei principi di reciprocità e sincronicità, l’uomo e l’universo. In entrambi i sistemi emerge una comune Weltanschauung, una modalità affine di rappresentare l’individuo e la vita umana come parti di un meccanismo più grande (la natura, il cosmo) e la meraviglia evocata dalla scoperta dei fenomeni naturali e del loro funzionamento come porta privilegiata di accesso allo sviluppo della conoscenza e dell’evoluzione.
Maria Montessori, attraverso il suo metodo ispirato al cosmo e alle leggi della natura, invita tutti noi, oggi più che mai, a proteggere e custodire con amore la bellezza della purezza del pensiero infantile per risvegliare i bambini al ruolo di ispiratori e creatori di pace e di progresso. Sulla sua tomba Maria volle che fossero incise queste parole: “Ai bambini che tutto possono”.

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L’ascendente

In questa suggestiva immagine, cielo e terra, spirito e materia, macrocosmo e microcosmo sembrano dissolversi l’uno nell’altro fino a divenire la stessa cosa. Noi esseri umani siamo il punto di incontro di questi due poli, testimoni di un’indicibile bellezza. Il tema natale astrologico è il racconto di questo prodigio.
L’immagine evoca l’Ascendente, che è il punto in cui ogni giorno il sole sorge sopra l’orizzonte, divenendo visibile e ponendo fine alla notte. Se volgiamo lo sguardo a est, c’è una linea in lontananza in cui il cielo incontra la terra: è l’orizzonte. Possiamo immaginare che lì passi la linea dell’Ascendente del tema zodiacale, che corrisponde al segno che, a una data latitudine e in un dato momento  (per esempio ora o al momento della nascita), si trova all’altezza dell’orizzonte orientale. Il segno dell’Ascendente cambia ogni 2 ore. A livello simbolico rappresenta il momento della nascita, in cui letteralmente “entriamo nel mondo”, il passaggio dall’acqua del grembo materno al primo respiro, dall’atmosfera indefinita e lontana della dodicesima casa alla luce e ai rumori della prima casa. Il nostro spirito si fa a tutti gli effetti materia e affronta il primo di tanti nuovi inizi.

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