Il moto retrogrado dei pianeti

In astrologia un pianeta si definisce “retrogrado” quando sembra percorrere all’indietro la sua orbita intorno al Sole. Tutti i pianeti diventano periodicamente retrogradi, quindi questi cicli sono da accogliere come parte integrante dell’esistenza e come un’opportunità per sviluppare la nostra identità.
In realtà, i pianeti non modificano il loro percorso: il moto retrogrado è solo apparente, i pianeti orbitano infatti sempre nello stesso senso e alla stessa velocità. Il “moto retrogrado” è quindi un apparente rallentamento e movimento al contrario dovuto a un effetto di prospettiva dal nostro punto di osservazione (la Terra). Come avviene? A determinati intervalli di tempo, ogni pianeta sembra rallentare, poi fermarsi nel cielo e invertire il senso di marcia. Dopo un certo periodo, il pianeta rallenta di nuovo, si arresta e riprende a muoversi in moto diretto. Come mostra questo video
, la retrogradazione funziona allo stesso modo di un treno che, visto da un’auto che viaggia a una maggiore velocità, quando viene sorpassato sembra muoversi a ritroso. Allo stesso modo il pianeta in transito rispetto alla Terra sembrerà fermarsi e muoversi all’indietro. Poi, una volta che la Terra supera il pianeta, il suo moto appare di nuovo normale e si dice che il pianeta torna “diretto”.
Ogni pianeta (tranne il Sole e la Luna) diviene retrogrado in un punto prevedibile del suo ciclo, pertanto bisogna considerare la retrogradazione come un momento integrante del ciclo planetario. Durante il periodo retrogrado l’energia planetaria si interiorizza e si riflette su ciò che è accaduto nei mesi passati. E’ un momento di revisione e completamento. I pianeti retrogradi svolgono un ruolo importante nel plasmare l’identità e la fiducia in se stessi, quindi nel favorire la formazione di un ego forte e sano. Durante il periodo retrogrado la loro energia viene intensificata e maggiormente focalizzata.
I pianeti che si muovono più lentamente da Giove a Plutone retrogradano ogni anno per un periodo compreso tra 4 e 5 mesi e mezzo. Tuttavia, sono i pianeti interni (Mercurio, Venere e Marte), quelli che si muovono più velocemente e diventano retrogradi meno frequentemente, a indicare i cambiamenti personali più significativi.

Periodi di retrogradazione dei vari pianeti
Mercurio è retrogrado tre volte all’anno per 3 settimane ogni volta
Venere una volta ogni due anni circa per 5-7 settimane
Marte ogni due anni per 72 giorni circa
Giove ogni anno per ca. 120 giorni.
Saturno ogni anno per circa 107 giorni.
Urano ogni anno per circa 147 giorni.
Nettuno ogni anno per circa 162 giorni.
Plutone ogni anno per 148 giorni

Le fasi del periodo di retrogradazione

Un pianeta nel suo ciclo di retrogradazione procede avanti, indietro e poi di nuovo avanti, toccando ripetutamente certi gradi e certi fattori del tema natale (case, segni, pianeti e assi cardinali) e portando in evidenza con particolare intensità le tematiche relative a ciò che viene toccato. L’area dello zodiaco che il pianeta attraversa durante il ciclo retrogrado è detta “ombra”. Il segno e i gradi in cui si muove il pianeta cambiano a ciascun ciclo retrogrado.
Una cosa importante da ricordare, per comprendere l’azione di un pianeta retrogrado, è che il processo di retrogradazione si suddivide in 3 fasi principali: oltre al periodo in cui il pianeta si muove all’indietro, occorre considerare anche il periodo precedente e quello successivo, quando il pianeta percorre gli stessi gradi che attraverserà in moto retrogrado. Questi periodi sono detti fase pre-ombra e post-ombra della retrogradazione. Le varie fasi, in particolare quelle pre- e post-ombra, corrispondono spesso a cambiamenti a livello interiore e nel mondo esterno. Nella fase pre-ombra il confine tra conscio e inconscio si indebolisce: alla nostra mente iniziano a presentarsi ricordi, riflessioni e tematiche che creano un senso di incertezza. Durante la fase di retrogradazione queste informazioni vengono gradualmente assimilate dalla consapevolezza e in quella post-ombra si stabilizzano i cambiamenti interiori, rendendoci più completi e pronti a ripartire.
Essere consapevoli del funzionamento del ciclo retrogrado permette di vivere costruttivamente e con prospettiva questi periodi, in particolare quando vengono toccati dei punti sensibili del proprio tema natale.
Vediamo le diverse fasi nel dettaglio:

1. Fase pre-ombra: inizia quando il pianeta, ancora in moto diretto, transita sul grado in cui in seguito farà la sua stazione, prima di tornare diretto fino al grado in cui stazionerà prima di entrare in retrogradazione. In questo periodo di solito si inizia a percepire una certa confusione o incertezza e iniziano a presentarsi eventi o pensieri legati alle tematiche del pianeta che sta per entrare in retrogradazione.

2. Stazione retrograda: è un momento di energia intensificata. Il pianeta sembra fermarsi per alcuni giorni prima di riprendere a muoversi nella direzione opposta. Lo stazionamento retrogrado può essere frustrante e confuso perché sottilmente sperimentiamo un’interruzione o un’inversione della nostra direzione.

3. Fase di retrogradazione: rappresenta il secondo passaggio attraverso la zona d’ombra, quando il pianeta sembra procedere a ritroso nel cielo, ripercorrendo i gradi da poco attraversati. Ci si confronta con le problematiche emerse e si vedono in una nuova luce le decisioni prese nel periodo pre-ombra, che a volte vengono modificate. Ci si può sentire frustrati, ansiosi o scoraggiati oppure aperti a esplorare nuove idee e possibilità. Il periodo retrogrado è in genere un buon momento per dedicarsi ad apprendimento, ricerca, riflessione e rivalutazione.
Durante questa fase i pianeti sono più vicini alla Terra che in qualsiasi altro momento della loro orbita. Simbolicamente ciò suggerisce che i pianeti retrogradi sono più vicini al nucleo del Sé rispetto a quando si muovono diretti.
A metà del periodo di retrogradazione i pianeti oltre l’orbita terrestre saranno esattamente opposti al Sole, mentre Mercurio e Venere saranno esattamente congiunti al Sole. In entrambi i casi sarà un momento di rinnovamento o sfida che potrebbe generare rivelazioni, intuizioni e maggiore chiarezza.

4. Stazione di moto diretto: questo può essere un importante punto di rilascio o integrazione delle tematiche elaborate finora attraverso il processo di retrogradazione. In corrispondenza della stazione diretta non è raro sentire di avere la chiarezza necessaria per prendere una decisione.

5. Fase post-ombra: inizia quando il pianeta torna a procedere in avanti fino al punto in corrispondenza con il punto di stazionamento retrogrado. Durante questa fase si mette in pratica quanto appreso durante il periodo retrogrado. Ci si può chiedere: Che cosa sai ora che prima non sapevi? Come puoi modificare la tua direzione o il tuo atteggiamento sulla base di queste nuove indicazioni?

Mentre si vivono questi periodi ci può sentire improvvisamente fuori fase o esausti. Se in un’area del proprio tema sono avvenuti dei transiti che hanno provocato crisi o cambiamenti, la successiva retrogradazione su quello stesso punto può consentire di esplorare il significato dietro quella situazione. Poi, quando il transito si ripeterà in moto diretto, la prospettiva personale risulterà modificata e aperta a nuove azioni e comportamenti. Il processo di retrogradazione rafforza la capacità di ascoltare la propria voce interiore portando una maggiore consapevolezza del bisogno di sviluppo in una certa area. I risultati potrebbero non essere immediati e sorprendenti, ma diverranno evidenti nel tempo.

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Astrologia tradizionale e astrologia psicologica

Con il termine “astrologia tradizionale” si intende l’astrologia occidentale di derivazione ellenistica, medievale e rinascimentale praticata fino al XVII secolo, ovvero fino all’inizio del temporaneo declino di questa disciplina causato dall’affermarsi del razionalismo. Ognuna di queste correnti nasce dallo sviluppo dei principi e delle applicazioni tecniche del periodo precedente e rispecchia la filosofia e le conoscenze scientifiche della propria epoca. Fino al XVI sec. l’astrologia era considerata la parte simbolica e oracolare dell’astronomia, faceva parte delle 7 arti liberali ed era inclusa nel quadrivio della formazione universitaria. L’astrologia tradizionale era legata a un modello deterministico del cosmo e orientata prevalentemente alla divinazione: gli astrologi, applicando tecniche complesse al calcolo delle configurazioni astrali, tentavano di prevedere con la maggior accuratezza possibile il destino di una persona (di solito di alto rango) o di un regno, gli eventi che avrebbero contraddistinto la sua esistenza, le date propizie o sfavorevoli per compiere determinate azioni. L’astrologia rispondeva a preoccupazioni e desideri della vita quotidiana (salute, opportunità di matrimonio e carriera, nascite, caratteristiche dei figli, finanze) e al bisogno di limitare i rischi insiti nel futuro. L’aspetto predittivo era ed è centrale nell’astrologia tradizionale e risale alle sue stesse origini, quando era praticata da sacerdoti all’interno di società politeiste, in cui i fenomeni celesti erano considerati segni della volontà divina o energie sacre in grado di influenzare il corso degli eventi. Gli antichi cercavano nel cielo la spiegazione o l’anticipazione di manifestazioni del mondo circostante.
Nel XX secolo l’astrologia ebbe una nuova fioritura. I cambiamenti intervenuti nel tempo in ambito scientifico, sociale e astronomico condussero una parte degli studiosi della materia ad aggiornare il modello precedente. Per esempio, accanto ai 7 pianeti tradizionali (quelli visibili, che vanno dal Sole a Saturno), si prendevano ora in considerazione anche i pianeti esterni (Urano, Nettuno, Plutone). I testi fondamentali della tradizione classica erano divenuti meno accessibili, in quanto l’insegnamento di greco e latino era stato radicalmente ridotto nelle scuole, e questo aprì l’astrologia a nuove contaminazioni, come la teosofia e le recenti teorie psicologiche. Alcuni astrologi (tra cui Dane Rudhyar e Charles Carter), iniziarono a rilevare punti di contatto tra queste due discipline e a integrare concetti psicologici nella loro pratica. In particolare, il modello junghiano, grazie al concetto di sincronicità e agli archetipi, si adattava molto bene alla sintesi astrologica e Jung stesso analizzava in alcuni casi il tema natale dei pazienti per avere conferma delle loro dinamiche interiori. Questa intuizione segna l’inizio di un approccio innovativo ai simboli astrologici, un approccio portato avanti da vari studiosi di psicologia e astrologia, in particolare Liz Greene, Howard Sasportas, Stephen Arroyo, che con il loro lavoro hanno contribuito alla diffusione di questa corrente.
La psicologia studia la complessità della psiche umana. Includendola nella propria pratica, l’astrologia ha ampliato la propria capacità di comprensione e descrizione delle dinamiche interiori e relazionali della persona, dando all’analisi maggiore spessore e profondità. Integrando la possibilità di sviluppo della persona ed il concetto junghiano di sincronicità, l’astrologia psicologica si differenzia dalla prospettiva dell’astrologia tradizionale. I pianeti non sono considerati causa di eventi, bensì riflesso della corrispondenza tra il cosmo e l’individuo, utilizzati per descrivere che cosa sta succedendo nella vita della persona.
Lo studio del tema natale (la mappa della nostra psiche), di transiti e progressioni in questo modo risultano strumenti capaci di “radiografare” con singolare precisione le strutture della psiche individuale e di segnalare le fasi di cambiamento, il loro significato e il loro timing. L’astrologia psicologica può essere utilizzata come risorsa e guida nel viaggio della vita. Ci incoraggia ad assumerci la piena responsabilità di noi stessi e delle nostre azioni. Ha la capacità di individuare a che punto ci troviamo del nostro percorso e quale fase della vita stiamo attraversando. Per quanto riguarda l’astrologia tradizionale, negli ultimi 20 sono stati riscoperti e tradotti numerosi testi antichi, portando a un revival di questa disciplina.

Principali differenze tra l’astrologia tradizionale e l’astrologia moderna in termini di approccio e tecniche:

  • Per l’astrologia tradizionale il tema natale si riferisce ad esperienze concrete di vita (soldi, famiglia, salute e carriera) della persona, mentre solo una piccola parte di esso descrive l’individuo. Le tecniche tradizionali si concentrano su eventi oggettivi, non sullo sviluppo psicologico.
    L’astrologia psicologica considera l’intera carta natale un riflesso della psiche dell’individuo e del suo sviluppo, in cui ogni pianeta descrive un processo emotivo o mentale (la Luna è emozioni e istinto, Mercurio pensiero e comunicazione, Venere affettività e piacere, ecc.).
  • L’astrologia tradizionale enfatizza i pianeti e li esamina per determinare se sono forti o deboli, se la loro posizione è favorevole o sfavorevole, individuando aree di difficoltà o facilità per l’individuo.
    L’astrologia psicologica osserva i pianeti come funzioni psicologiche e i segni come energie su cui l’individuo è sintonizzato.
  •  L’astrologia tradizionale si concentra sulla previsione e dispone di una vasta gamma di tecniche per raggiungere la maggiore accuratezza e attendibilità.  L’interesse dell’astrologia psicologica verso l’aspetto previsionale è  soprattutto orientato a intercettare il clima emotivo e le fasi di sviluppo del potenziale interiore, mentre l’interesse per la previsione di eventi specifici è ridotto, se non del tutto assente.
  • Secondo l’astrologia tradizionale il libero arbitrio è limitato e si può prevedere il futuro proprio perché una parte della nostra vita è in un certo senso predeterminata. Il carattere dell’individuo non cambia nel tempo, ma possiamo imparare ad anticipare i cambiamenti esterni o ad adattarci ad essi. L’astrologia psicologica tende ad attribuire un valore elevato alla libertà personale e alle scelte autonome o consapevoli dell’individuo. La pratica previsionale ha come focus principale l’apprendimento, la crescita e la trasformazione della persona.

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I transiti planetari

L’astrologia riconosce con anticipo i momenti di cambiamento e crescita, la loro qualità e la loro durata, in questo modo ci permette di comprenderli e allinearci più facilmente con essi. Gli esseri umani non sono soggetti statici, bensì creature in continua evoluzione, proprio come il cosmo, i cui corpi celesti sono in perenne movimento. Dopo la nostra nascita i pianeti continuano a orbitare nel cielo e in questi successivi spostamenti stabiliscono una relazione con i pianeti del nostro grafico natale. Il loro movimento attorno al cerchio zodiacale viene definito transito e le relazioni che i pianeti in transito formano rispetto ai pianeti del tema natale hanno grande importanza per la comprensione del nostro viaggio esistenziale e delle nostre esperienze. La carta dei transiti rappresenta il confronto tra il cielo al momento della nascita e il cielo in un dato momento nel tempo. I transiti, come un orologio celeste, indicano quando un certo potenziale presente nel tema natale sarà pronto a essere integrato nella nostra vita e il tipo di esperienze di crescita che affronteremo nel corso dell’esistenza. Come scrive Dane Rudhyar: “Un individuo vive particolari circostanze perché ne ha bisogno per diventare più pienamente ciò che é solo a livello potenziale“(1). L’analisi dei transiti non si occupa di prevedere accadimenti specifici, piuttosto di indicare lezioni, sfide e occasioni con cui ci confronteremo nel tempo. Ci aiuta a comprendere le nostre fasi esistenziali, i momenti di crisi, i cambiamenti, dandoci la possibilità di intravedere la direzione del nostro sviluppo personale, favorendo la comprensione di ciò che viviamo e la trasformazione. Rispetto ai cambiamenti che si presentano nelle nostre vite, noi siamo liberi di adattarci o opporre resistenza. Se usiamo la nostra consapevolezza e creatività per accompagnare queste fasi di crescita, avremo l’opportunità di fare nostre lezioni importanti, di prendere decisioni in autonomia e di maturare. Saremo meno vulnerabili e meno inclini a sentirci vittime del destino senza possibilità di scelta.

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(1) Dane RUDHYAR, The astrology of self-actualization and the new morality, CSA Press, 1970, p. 27.

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Il tema natale

Ognuno di noi ha un tema natale. È il grafico della posizione dei pianeti del sistema solare nell’ora, data e luogo della propria nascita. Contiene i semi della nostra evoluzione: mostra la posizione dei pianeti del sistema solare al momento del nostro primo respiro e le loro potenzialità di sviluppo. È il punto di partenza della consulenza astrologica personalizzata. I corpi celesti che vengono considerati nell’interpretazione del tema natale di base sono 10 (dal Sole a Plutone), a cui si aggiungono Chirone e i Nodi lunari. Ogni pianeta rappresenta un tratto della nostra personalità, ogni area della carta astrale un ambito della vita, i segni astrologici descrivono le energie di cui siamo fatti e gli aspetti indicano le relazioni tra tutti questi elementi. È una mappa simbolica del nostro carattere: rivela che cosa è importante per noi, talenti da coltivare, aspetti da riequilibrare, le esperienze o le sfide con cui più spesso ci confrontiamo. Il tema natale, e in generale l’astrologia, proietta la nostra esistenza sullo sfondo di un meccanismo più grande. Ci invita a riflettere sulla connessione tra meccanismi celesti, con i loro ritmi costanti e ciclici, e la vita della Natura e dell’uomo sulla Terra. 

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