2020: Un anno di cicli astrologici importanti

Il 2020 inaugura un nuovo decennio e si presenta come un anno di grande intensità per via di 3 grandi congiunzioni di pianeti lenti (Giove, Saturno, Plutone) nei segni governati da Saturno (Capricorno e Acquario). Le grandi congiunzioni rappresentano momenti di fine e inizio di importanti cicli planetari, segnano la fine di visioni della realtà ormai obsolete e del sorgere di visioni allineate con il nuovo Zeitgeist, il nuovo spirito dei tempi. Queste configurazioni astrali sono orientate a creare pressione sociale e personale per dare una forte spinta in avanti verso cambiamenti importanti che influenzeranno gli anni a venire.  Nella seconda parte dell’anno, da agosto a inizio gennaio, Marte retrogrado in Ariete darà un’ulteriore scossa ai 3 pianeti protagonisti dei grandi cicli planetari: alcune problematiche di inizio anno torneranno in primo piano e saremo sfidati ad affrontarle e risolverle responsabilmente, senza lasciarci sopraffare. Tali  processi saranno visibili a livello sociale e politico. A livello personale saranno particolarmente interessati coloro che hanno pianeti o assi cardinali natali posizionati tra il grado 15 e 30 di Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno e coloro che li hanno nei gradi iniziali dei segni fissi (Toro, Leone, Scorpione, Acquario).
Pochi giorni dopo l’eclissi totale di Sole in Capricorno, l’anno si apre con l’imponente congiunzione Saturno-Plutone del 12 gennaio, contenuta in un raggruppamento di pianeti nello stesso segno. Questa potente energia di trasformazione delle strutture ormai obsolete nella nostra vita potrebbe far emergere un senso di impotenza, ansia e difficoltà nel mantenere il controllo nelle situazioni.
Ad aprile, sempre in Capricorno, si inaugura un nuovo ciclo Giove-Plutone. Questa congiunzione, che avrà 3 momenti di contatto tra aprile e novembre, può modificare il nostro sistema di credenze ed espandere i nostri orizzonti.
Saturno il 22 marzo entra in Acquario fino a luglio, poi rientrerà in Capricorno e il 17 dicembre rientrerà in Acquario, raggiunto 2 giorni dopo da Giove. Il 21 dicembre 2020, nel giorno del solstizio d’inverno,
 avverrà la grande congiunzione di Giove-Saturno a 0°28′ di Acquario, anticipata e potenziata dall’eclissi totale di Sole a 23° di Sagittario del 14 dicembre. Il ciclo di Giove-Saturno si ripete ogni 20 anni, aiuta a ricalibrare la direzione che la nostra vita sta prendendo, personalmente e socialmente. È molto significativo in particolare a livello sociale, in quanto ispira una più costruttiva visione del concetto di comunità e getta le basi per un nuovo ordine collettivo. Negli ultimi decenni il ciclo si è aperto nell’elemento terra e nel 2020 passerà nell’elemento aria (questo particolare passaggio è detto “grande mutazione”). Il segno della congiunzione, l’Acquario, suggerisce la necessità di trovare soluzioni innovative e lungimiranti per gli anni a venire ed elevare la coscienza collettiva. E’ una sorta di imprinting per il futuro. Mentre i precedenti cicli nei segni di terra erano focalizzati su questioni pratiche e finanziarie, ora idealmente potrebbe esserci una maggiore attenzione alla cultura, al vivere civile, al progresso, alle questioni sociali e all’emancipazione globale. I pianeti lenti non si trovano nell’elemento aria dal 2011. Quando è assente l’elemento aria, sia sul piano collettivo che su quello individuale, mancano diplomazia, educazione e rispetto, un atteggiamento obiettivo e ragionevole, una chiara visione del futuro. La fine del 2020 in generale segna quindi il positivo riaffiorare a livello sociale di queste qualità. Va inoltre sottolineato che, accanto a questi grandi cicli che toccano i segni governati da Saturno (Capricorno e Acquario), Urano (moderno governatore dell’Acquario), dal segno del Toro, continua a scuotere con costanza e determinazione tutte le fondamenta, creando spiragli e intuizioni per una riforma radicale e concreta del nostro mondo, con un’attenzione particolare alle questioni ambientali.

L’area del tema natale individuale in cui avvengono queste importanti congiunzioni permette di comprendere in quale ambito della nostra vita si manifesteranno trasformazioni e novità. Per scoprire di più, prenota una consulenza astrologica personalizzata.

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Fasi lunari: Luna Piena

La Luna Piena rappresenta il culmine del ciclo lunare. La superficie lunare rivolta verso la Terra è illuminata dal Sole ed è completamente visibile. Il Sole e la Luna si trovano uno di fronte all’altro, a 180 gradi di distanza, separati dalla Terra. Posizionati in due segni opposti tra loro, i luminari favoriscono una visione delle cose più obiettiva, rendendoci sensibili alle istanze esterne e disponibili a trovare una mediazione tra istanze diverse. I progetti iniziati con l’ultima Luna Nuova divengono ora evidenti e possono essere soppesati con maggiore chiarezza e obiettività: se ne corregge la direzione o si integrano nuovi elementi, si fanno scelte, per poi portarli a compimento o lasciare andare qualcosa prima del successivo novilunio. La fase di Luna Piena mette in evidenza anche la capacità di relazione e talvolta affiorano crisi interpersonali, che accrescono la nostra consapevolezza di eventuali squilibri da armonizzare.

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Fasi lunari: Luna Nuova

La fase di Luna Nuova chiude un ciclo lunare mensile, dando il via a quello successivo. La Luna raggiunge il Sole e i due luminari si incontrano nello stesso segno e grado zodiacale. In questo momento condividono gli stessi obiettivi, la stessa energia, che quindi risulta particolarmente centrata su di sè, omogenea e creativa perchè la Luna, in ombra, fa sue le finalità solari e le amplifica. La Luna prende posto tra il Sole e la Terra. Il Sole ne illumina il lato rivolto verso di sé e per noi nascosto, rendendocela invisibile. Il novilunio rappresenta un momento seminale, un nuovo inizio, in cui ci si confronta con un potenziale da sviluppare nel corso del mese. A livello emotivo si è immersi in un’atmosfera sospesa: una sensazione di possibilità, ricettività o, semplicemente, di calma, che precede qualcosa di ancora ignoto. Ogni mese, analizzando la posizione della Luna Nuova e il segno in cui si trova, possiamo cogliere indicazioni riguardo ai progetti solari più idonei da realizzare. Sintonizzandoci sulle energie e attività che meglio corrispondono alla sua posizione, ci viene regolarmente offerta l’opportunità di scegliere e orientare consapevolmente le nostre iniziative, ricalibrando il nostro processo di crescita. La Luna Nuova è il momento per formulare intenzioni, accogliere nuovi progetti, idee e cambiamenti. In questo lasso di tempo è possibile sentirsi maggiormente inclini all’introspezione, desiderosi di rallentare i ritmi per dedicarsi a creatività, meditazione e riposo ed elaborare in quale direzione muoversi, quali attività e novità integrare nelle prossime 4 settimane.

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Natale, la rinascita del Sole

Non è un caso che la festa del Natale si celebri nei giorni successivi al Solstizio d’inverno (21 o 22 dicembre). Il termine Solstizio significa “sole fermo”. Da un punto di vista astronomico, quello invernale si verifica quando il Sole raggiunge il Tropico del Capricorno, il punto più a sud del suo viaggio annuale e più lontano dal piano equatoriale. Nel giorno del Solstizio il Sole sorge nel punto più meridionale dell’orizzonte est e culmina a mezzogiorno alla minima altezza. Nell’emisfero settentrionale la luce solare è al minimo e assistiamo alla notte più lunga e al giorno più corto dell’anno. Fino al 24 dicembre il Sole sembra arrestare il suo percorso nel cielo, tramonta e sorge apparentemente dallo stesso punto, per poi il 25 dicembre riprendere gradualmente la sua ascesa sull’eclittica: la luce del giorno inizia lentamente ad aumentare e il buio della notte si riduce fino al Solstizio d’estate (giugno).
In sintesi, durante il Solstizio d’inverno il Sole raggiunge il minimo della sua luminosità e del suo calore e, dopo un momentaneo arresto, dal 25 dicembre le giornate si allungano, la temperatura da febbraio diventerà più mite. Nel giorno di Natale avviene, dunque, una svolta: il Sole rinasce, torna vitale, l’irradiazione si espande, mentre le tenebre si ritirano, spinte via dalla luce crescente. Si preannuncia l’arrivo delle stagioni più calde e luminose.
Soffermiamoci sul significato simbolico del percorso del Sole in relazione con la vita della natura (e quindi anche degli esseri umani) sulla Terra. L’inverno anticamente era associato con fame e mortalità elevata. Il cambio di rotta del Sole solstiziale annunciava il ritorno di tempi migliori e rappresentava una promessa di salvezza: il risveglio della natura, la possibilità di coltivare, sostentarsi e fare riserva per i successivi periodi freddi. Prima del Cristianesimo, nei giorni intorno a Natale in varie culture si celebravano alcune festività legate al Sole, ad esempio quella del Sole invitto (invincibile), per rendere omaggio alla vittoria della luce sulle tenebre. Il Sole sconfigge il freddo e l’oscurità, ovvero ciò che ostacola la vita. Le lunghe notti invernali non sarebbero durate per sempre, la vita non sarebbe stata sempre così dura, le giornate luminose, di calore e abbondanza sarebbero tornate nuovamente e, con esse, il dono della vita.
Molte caratteristiche degli antichi culti solari sono successivamente confluite nella festività del Natale. Al di là del senso religioso, o a fianco ad esso, in questo giorno speciale coltiviamo il significato originario e la semplicità del Natale: festa della rinascita di Luce e Speranza, in cui lasciare germogliare dentro di noi la fiducia in nuove possibilità, nel ritorno della primavera, nel riaccendersi della vita e di tutti i suoi doni. I miei migliori Auguri.

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Astrologia tradizionale e astrologia psicologica

Con il termine “astrologia tradizionale” si intende l’astrologia occidentale di derivazione ellenistica, medievale e rinascimentale praticata fino al XVII secolo, ovvero fino all’inizio del temporaneo declino di questa disciplina causato dall’affermarsi del razionalismo. Ognuna di queste correnti nasce dallo sviluppo dei principi e delle applicazioni tecniche del periodo precedente e rispecchia la filosofia e le conoscenze scientifiche della propria epoca. Fino al XVI sec. l’astrologia era considerata la parte simbolica e oracolare dell’astronomia, faceva parte delle 7 arti liberali ed era inclusa nel quadrivio della formazione universitaria. L’astrologia tradizionale era legata a un modello deterministico del cosmo e orientata prevalentemente alla divinazione: gli astrologi, applicando tecniche complesse al calcolo delle configurazioni astrali, tentavano di prevedere con la maggior accuratezza possibile il destino di una persona (di solito di alto rango) o di un regno, gli eventi che avrebbero contraddistinto la sua esistenza, le date propizie o sfavorevoli per compiere determinate azioni. L’astrologia rispondeva a preoccupazioni e desideri della vita quotidiana (salute, opportunità di matrimonio e carriera, nascite, caratteristiche dei figli, finanze) e al bisogno di limitare i rischi insiti nel futuro. L’aspetto predittivo era ed è centrale nell’astrologia tradizionale e risale alle sue stesse origini, quando era praticata da sacerdoti all’interno di società politeiste, in cui i fenomeni celesti erano considerati segni della volontà divina o energie sacre in grado di influenzare il corso degli eventi. Gli antichi cercavano nel cielo la spiegazione o l’anticipazione di manifestazioni del mondo circostante.
Nel XX secolo l’astrologia ebbe una nuova fioritura. I cambiamenti intervenuti nel tempo in ambito scientifico, sociale e astronomico condussero una parte degli studiosi della materia ad aggiornare il modello precedente. Per esempio, accanto ai 7 pianeti tradizionali (quelli visibili, che vanno dal Sole a Saturno), si prendevano ora in considerazione anche i pianeti esterni (Urano, Nettuno, Plutone). I testi fondamentali della tradizione classica erano divenuti meno accessibili, in quanto l’insegnamento di greco e latino era stato radicalmente ridotto nelle scuole, e questo aprì l’astrologia a nuove contaminazioni, come la teosofia e le recenti teorie psicologiche. Alcuni astrologi (tra cui Dane Rudhyar e Charles Carter), iniziarono a rilevare punti di contatto tra queste due discipline e a integrare concetti psicologici nella loro pratica. In particolare, il modello junghiano, grazie al concetto di sincronicità e agli archetipi, si adattava molto bene alla sintesi astrologica e Jung stesso analizzava in alcuni casi il tema natale dei pazienti per avere conferma delle loro dinamiche interiori. Questa intuizione segna l’inizio di un approccio innovativo ai simboli astrologici, un approccio portato avanti da vari studiosi di psicologia e astrologia, in particolare Liz Greene, Howard Sasportas, Stephen Arroyo, che con il loro lavoro hanno contribuito alla diffusione di questa corrente.
La psicologia studia la complessità della psiche umana. Includendola nella propria pratica, l’astrologia ha ampliato la propria capacità di comprensione e descrizione delle dinamiche interiori e relazionali della persona, dando all’analisi maggiore spessore e profondità. Integrando la possibilità di sviluppo della persona ed il concetto junghiano di sincronicità, l’astrologia psicologica si differenzia dalla prospettiva dell’astrologia tradizionale. I pianeti non sono considerati causa di eventi, bensì riflesso della corrispondenza tra il cosmo e l’individuo, utilizzati per descrivere che cosa sta succedendo nella vita della persona.
Lo studio del tema natale (la mappa della nostra psiche), di transiti e progressioni in questo modo risultano strumenti capaci di “radiografare” con singolare precisione le strutture della psiche individuale e di segnalare le fasi di cambiamento, il loro significato e il loro timing. L’astrologia psicologica può essere utilizzata come risorsa e guida nel viaggio della vita. Ci incoraggia ad assumerci la piena responsabilità di noi stessi e delle nostre azioni. Ha la capacità di individuare a che punto ci troviamo del nostro percorso e quale fase della vita stiamo attraversando. Per quanto riguarda l’astrologia tradizionale, negli ultimi 20 sono stati riscoperti e tradotti numerosi testi antichi, portando a un revival di questa disciplina.

Principali differenze tra l’astrologia tradizionale e l’astrologia moderna in termini di approccio e tecniche:

  • Per l’astrologia tradizionale il tema natale si riferisce ad esperienze concrete di vita (soldi, famiglia, salute e carriera) della persona, mentre solo una piccola parte di esso descrive l’individuo. Le tecniche tradizionali si concentrano su eventi oggettivi, non sullo sviluppo psicologico.
    L’astrologia psicologica considera l’intera carta natale un riflesso della psiche dell’individuo e del suo sviluppo, in cui ogni pianeta descrive un processo emotivo o mentale (la Luna è emozioni e istinto, Mercurio pensiero e comunicazione, Venere affettività e piacere, ecc.).
  • L’astrologia tradizionale enfatizza i pianeti e li esamina per determinare se sono forti o deboli, se la loro posizione è favorevole o sfavorevole, individuando aree di difficoltà o facilità per l’individuo.
    L’astrologia psicologica osserva i pianeti come funzioni psicologiche e i segni come energie su cui l’individuo è sintonizzato.
  •  L’astrologia tradizionale si concentra sulla previsione e dispone di una vasta gamma di tecniche per raggiungere la maggiore accuratezza e attendibilità.  L’interesse dell’astrologia psicologica verso l’aspetto previsionale è  soprattutto orientato a intercettare il clima emotivo e le fasi di sviluppo del potenziale interiore, mentre l’interesse per la previsione di eventi specifici è ridotto, se non del tutto assente.
  • Secondo l’astrologia tradizionale il libero arbitrio è limitato e si può prevedere il futuro proprio perché una parte della nostra vita è in un certo senso predeterminata. Il carattere dell’individuo non cambia nel tempo, ma possiamo imparare ad anticipare i cambiamenti esterni o ad adattarci ad essi. L’astrologia psicologica tende ad attribuire un valore elevato alla libertà personale e alle scelte autonome o consapevoli dell’individuo. La pratica previsionale ha come focus principale l’apprendimento, la crescita e la trasformazione della persona.

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Plutone torna diretto

Negli ultimi mesi ti sei sentito più in difficoltà, più debole o confuso del solito, incerto sulle azioni da intraprendere? Il 3 ottobre 2019 Plutone torna a orbitare in moto diretto, dopo un periodo di retrogradazione iniziato ad aprile 2019. Le fasi di moto retrogrado possono essere considerate periodi di riflessione e rivalutazione che avvengono a livello profondo, sotto la superficie: le energie dei pianeti “rallentano” e ci portano a una maggiore introspezione al fine di  trovare nuove soluzioni e prospettive rispetto ad alcune problematiche. Nei 5 mesi in cui Plutone ha orbitato in retrogradazione potremmo esserci confrontati con situazioni plutoniane (questioni legate a potere e a controllo, manipolazioni e trame nascoste, gelosie e emozioni complesse), ovvero quelle situazioni legate alle aree nascoste e meno “confortevoli” della nostra vita e di noi stessi. Astrologicamente, per individuare le tematiche che ci toccheranno maggiormente, sarà utile osservare nel nostro tema natale la casa in cui Plutone sta transitando e quella in cui si trova il segno dello Scorpione. Nelle prossime settimane Plutone, tornando diretto, aiuterà le varie situazioni a arrivare a compimento, intensificando le energie di trasformazione e rinascita. Saremo favoriti nel purificare le vecchie emozioni e nel guardare negli occhi le nostre paure più temute. Forse ci accorgeremo di avere una nuova consapevolezza della nostra forza interiore, del nostro coraggio di entrare nelle nostre zone d’ombra e della nostra capacità di sopravvivenza. 

Plutone stazionario diretto, Capricorno (20°35′), 3 ottobre 2019 ore 8:38 CET

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L’ampiezza di un cerchio

Quante volte, osservando l‘orologio astronomico di Praga (Orloj) su siti e giornali, ho pensato che fosse bellissimo. Ora, dopo averlo ammirato con i miei occhi, riconosco non solo la sua bellezza e unicità, ma anche la genialità dei suoi creatori e l’armonia tra Terra e Sistema Solare, che esso riflette. L’Orloj mostra lo sviluppo del tempo come ciclicità, ripetizione regolare, applicata allo spazio. Dalla piazza principale di Praga, un puntino sul pianeta Terra, l’orologio ci porta ad aprire la nostra mente e immaginare la rotazione del nostro pianeta proiettata in uno spazio più ampio. Questo orologio rappresenta un punto di convergenza tra macro- e microcosmo. Come scrive Anaïs Nin: “La vita è un cerchio che si allarga fino a raggiungere i movimenti circolari dell’infinito“. L’Orloj semplicemente mostra lo scorrere della vita nello spazio e nel tempo. Proprio come l’astrologia. E’ un‘opera capace di suscitare meraviglia in chi la guarda ancora oggi, in un’epoca illusa che tutto sia stato spiegato e che poco si dedica a immaginare quel meccanismo che chiamiamo realtà. Tecnicamente l‘Orloj è costituito da 2 dischi: in alto l‘orologio astronomico (1410) e in basso il calendario (1490). Il quadrante astronomico ha la forma di astrolabio. La Terra è rappresentata nei vari momenti della giornata. Due lancette indicano l‘orbita di Sole e Luna (con le sue fasi) sull’eclittica. L‘ora è indicata in 3 modi diversi: ora solare, boema e babilonese. Il calendario mostra giorno del mese e della settimana, mese e Santo del giorno. Al centro il simbolo di Praga e attorno ad esso la raffigurazione dei mesi (attraverso scene di vita tipiche dei vari periodi dell‘anno) e dei corrispondenti segni zodiacali. Allo scoccare di ogni ora l‘orologio prende vita, mettendo in moto la processione dei 12 apostoli. Per saperne di più sull’orologio astronomico di Praga:  https://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_astronomico_di_Praga

L’astrologia, un’astronomia poetica

Astronomia e astrologia sono due discipline separate, tuttavia fino al XVII secolo la linea di confine tra di loro era molto sottile. L’astronomia, dal greco legge delle stelle, è la scienza che si occupa delle leggi fisiche e chimiche che governano l’universo, studiandone le origini e l’evoluzione. L’astrologia (dal greco parola delle stelle) rappresenta una sorta di versione poetica dell’astronomia: studia i fenomeni celesti da un punto di vista filosofico, interpreta i pianeti del sistema solare in chiave simbolica, mettendoli in relazione con gli eventi umani. Contemplando il cielo notturno, la perfezione del ciclo lunare, il perpetuo e regolare movimento dei pianeti, l’astrologo considera non solo le leggi fisiche che regolano i corpi celesti, ma anche il loro messaggio simbolico. Steven Forrest afferma: “La differenza tra astrologi e astronomi si riduce a questo: gli astronomi cercano di conoscere la forma dei cieli; gli astrologi ricercano il loro significato. L’astrologia è la parte poetica dell’astronomia. (…) Non studia che cosa sia il cielo, ma ciò che esso ci dice“(1).
La stessa origine accomuna astronomia e astrologia: entrambe nascono in epoche remote dall’osservazione attenta e curiosa del cielo, dei suoi pianeti e costellazioni da parte di uomini che non potevano avvalersi di alcuno strumento, ma che non cessavano di sentirsi invasi da meraviglia davanti alle loro scoperte. Le civiltà antiche hanno lasciato traccia delle loro osservazioni sulle stelle in vari punti del pianeta già dal periodo paleolitico (calendari lunari incisi su ossa, pietre e pareti di caverne) e successivamente in Mesopotamia, Egitto, India, Grecia, Impero Romano, Sud America. Luoghi come Stonehenge, costruiti in allineamento con l’apparente movimento del Sole, erano utilizzati come osservatori astronomici ed anche come spazi per celebrare ritualmente solstizi, equinozi e altri eventi planetari, ritenuti momenti di particolare interazione tra cielo e Terra, tra esseri umani e divinità. L’attribuzione di un significato simbolico a stelle e pianeti, e la conseguente nascita dell’astrologia come studio divinatorio dei messaggi provenienti dal cielo, si deve in gran parte al fatto che le antiche popolazioni consideravano il firmamento il luogo del sacro, la dimora degli Dei: “Nei tempi antichi il cielo era legato al sacro; la gente era sicura che Dio vivesse lì. Questo senso di sacralità del cielo è un elemento universale praticamente in tutte le religioni primitive“(2). I primi a riscontrare una potenziale corrispondenza tra eventi astronomici e manifestazioni della vita sulla Terra potrebbero essere stati i Sumeri, che nel XVII secolo a.C. compilarono l’Enuma Anu Enlil, un registro di fenomeni astronomici apparentemente collegati a eventi terrestri, utilizzato per formulare presagi sul presunto volere degli Dei. E’ la prima documentazione astrologica scritta che possediamo. Vicki Noble scrive: “Ciò che noi chiamiamo astrologia, per loro [gli antichi, n.d.r.] rappresentava l’intera visione cosmologica del mondo e il modo per affrontare la vita”(3). 
Le manifestazioni celesti rappresentavano quindi il modo in cui le divinità rivelavano agli uomini sapienti la loro volontà, la loro contrarietà o benevolenza. L’osservazione e interpretazione del cielo era un’attività legata al divino, al soprannaturale, sentita come necessaria per intercettare le intenzioni degli Dei, per propiziarsi la loro benevolenza ed evitare le avversità, e così organizzare la vita quotidiana sulla Terra.
Il ricorso a indicatori celesti per dare un ordine all’esistenza, rappresenta una tappa evolutiva importante nella storia dell’umanità: “
L’astrologia è uno dei primi tentativi compiuti dall’uomo per trovare l’ordine nascosto nell’apparente caos del mondo”(4). Probabilmente le prime osservazioni astronomiche rispondevano soprattutto al bisogno di orientarsi nel tempo e nello spazio; pian piano l’umanità arrivò a utilizzare stelle e fasi lunari per calcolare il passaggio del tempo e i ritmi dell’esistenza (si pensi ad esempio alla successione ciclica di mesi e stagioni e alle applicazioni nel campo dell’agricoltura) e a utilizzare gli astri come sistema di navigazione e orientamento nello spazio.  Nell’epoca attuale, l’uso di orologi, navigatori e calendari (e il nostro modo  ormai disincantato di guardare il cielo e la realtà) ci portano a dimenticare che la vita è ancora regolata dai cicli della Luna e dalla rotazione della Terra intorno al Sole, all’interno di quel perfetto meccanismo di equilibrio e movimento perpetuo che è il sistema solare. Oggi come nelle epoche pre-tecnologiche, l’astrologia, più di qualsiasi altro sistema simbolico, continua a mostrarci la nostra esistenza come parte di un ordine di più grande, immersa nel tempo, nello spazio e nella ciclicità dei fenomeni naturali, rendendo evidente la relazione tra la vita della natura (e quindi anche di quella umana) sulla Terra e il cosmo.
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(1) Steven FORREST, Il cielo interiore, Juppiter Consulting Publishing Company, 2009, p. 27.
(2) Ibid., p. 27.
(3) Vicki NOBLE, Il risveglio della dea, Tea, 2005, p. 108.
(4) Karen HAMAKER-ZONDAG, Psychological Astrology, Samuel Weiser Inc., 1990, p. 9.

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I transiti planetari

L’astrologia riconosce con anticipo i momenti di cambiamento e crescita, la loro qualità e la loro durata, in questo modo ci permette di comprenderli e allinearci più facilmente con essi. Gli esseri umani non sono soggetti statici, bensì creature in continua evoluzione, proprio come il cosmo, i cui corpi celesti sono in perenne movimento. Dopo la nostra nascita i pianeti continuano a orbitare nel cielo e in questi successivi spostamenti stabiliscono una relazione con i pianeti del nostro grafico natale. Il loro movimento attorno al cerchio zodiacale viene definito transito e le relazioni che i pianeti in transito formano rispetto ai pianeti del tema natale hanno grande importanza per la comprensione del nostro viaggio esistenziale e delle nostre esperienze. La carta dei transiti rappresenta il confronto tra il cielo al momento della nascita e il cielo in un dato momento nel tempo. I transiti, come un orologio celeste, indicano quando un certo potenziale presente nel tema natale sarà pronto a essere integrato nella nostra vita e il tipo di esperienze di crescita che affronteremo nel corso dell’esistenza. Come scrive Dane Rudhyar: “Un individuo vive particolari circostanze perché ne ha bisogno per diventare più pienamente ciò che é solo a livello potenziale“(1). L’analisi dei transiti non si occupa di prevedere accadimenti specifici, piuttosto di indicare lezioni, sfide e occasioni con cui ci confronteremo nel tempo. Ci aiuta a comprendere le nostre fasi esistenziali, i momenti di crisi, i cambiamenti, dandoci la possibilità di intravedere la direzione del nostro sviluppo personale, favorendo la comprensione di ciò che viviamo e la trasformazione. Rispetto ai cambiamenti che si presentano nelle nostre vite, noi siamo liberi di adattarci o opporre resistenza. Se usiamo la nostra consapevolezza e creatività per accompagnare queste fasi di crescita, avremo l’opportunità di fare nostre lezioni importanti, di prendere decisioni in autonomia e di maturare. Saremo meno vulnerabili e meno inclini a sentirci vittime del destino senza possibilità di scelta.

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(1) Dane RUDHYAR, The astrology of self-actualization and the new morality, CSA Press, 1970, p. 27.

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Progressioni (direzioni secondarie)

Le progressioni (o direzioni secondarie) sono una tecnica previsionale che si basa sull’osservazione del movimento dei pianeti nei giorni successivi alla nascita, al fine di descrivere le fasi che attraverseremo per il resto della nostra esistenza. Ogni giorno rappresenta un anno, si tratta quindi di una sorta di transito simbolico. Le progressioni forniscono informazioni sulla nostra maturazione, sul clima interiore legato a un certo periodo e alle scelte che saremo inclini a compiere in quella fase. L’enfasi è posta in particolare sul movimento della Luna, il corpo celeste più rapido (in progressione resta in ogni segno per circa 2 anni e mezzo). Immaginiamo una sorta di “musica di sottofondo” (ovvero pensieri, situazioni, tematiche ricorrenti relative a un certo ambito) che ci accompagna per oltre 2 anni, su cui sintonizziamo il nostro mondo emotivo e il nostro approccio alla realtà per poi sintonizzarci su una musica diversa nei 2 anni e mezzo successivi, e così via. Le progressioni secondarie e i transiti trasformano la carta natale (e la nostra esistenza e personalità) da un progetto statico e potenziale a un processo dinamico e in evoluzione e, insieme, descrivono la nostra crescita personale, il nostro sviluppo interiore nel tempo.

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